Inpgi dopo la riforma e Fondo complementare: due pilastri per la pensione del futuro. E’ partito da Venezia il ciclo di incontri formativi dedicato ai giornalisti

In News by redazione SGV

E’ partito dalla sede del Sindacato giornalisti Veneto a Venezia, con una massiccia adesione di colleghi, il ciclo di incontri formativi dedicati alla “nuova previdenza” della categoria.

Due i pilastri per la pensione del futuro: il primo e principale è quello dell’Inpgi, con i cambiamenti introdotti dalla riforma approvata lo scorso febbraio dai Ministeri vigilanti, il secondo è quello del Fondo complementare, negoziato da Fnsi e Fieg, quale forma di investimento virtuoso per integrare la quota pensionistica che si andrà a riscuotere a termine carriera.

E’ la prima volta che Inpgi e Fondo si propongono in tandem allo scopo di trasmettere ai colleghi l’importanza di affrontare con piena consapevolezza l’argomento pensione per poter tratteggiare ognuno il proprio profilo previdenziale e intraprendere il percorso ritenuto più adatto.

Per l’Inpgi la necessità di fare chiarezza una volta per tutte, contrastando notizie falsate e arbitrarie rispetto alla gestione intrapresa, con l’unico obiettivo di assicurare la sostenibilità dei conti dell’Ente e nel contempo le prestazioni per chi è già in pensione, per chi è più o meno vicino alla maturazione del diritto e per chi è stato assunto da poco, ovvero un welfare autonomo di categoria più equo e più inclusivo. Il tutto in un’ottica, fortemente voluta dall’attuale Consiglio di amministrazione, di solidarietà tra generazioni e generi, ma anche tra dipendenti e autonomi, occupati e non occupati, in un quadro segnato da crisi e cambiamento della professione.

Tra il 2012 e il 2016 i lavoratori attivi nella gestione principale sono scesi da 17.844 a 16.335, con un calo altrettanto accentuato della massa retributiva. E avere stipendi più magri, significa anche avere minori versamenti in un sistema, ora appunto integralmente contributivo, che ha visto aumentare i pensionamenti ed esplodere l’erogazione degli ammortizzatori sociali, fondamentali in molti casi per salvare posti di lavoro.

In questo quadro si inserisce anche il contributo di solidarietà una tantum di durata triennale richiesto ai pensionati, dal quale sono esentati le pensioni sotto i 38mila euro e che si traduce in appena 5 euro mensili per chi riceve 50mila euro annui, 15 sui 60mila, con una crescita per le fasce più alte.

Per il Fondo la necessità invece di colmare lacune spesso legate alla mancata percezione dell’importanza di tale strumento progettato e strutturato per offrire una rendita aggiuntiva alla pensione all’interno di un perimetro che vede abbassarsi progressivamente la media retributiva e di conseguenza anche la media dell’importo pensionistico. Un esempio concreto: l’introduzione del calcolo contributivo secco dal 1. gennaio 2017, comporterà una riduzione compresa fra il 30 e il 40% rispetto a una pensione calcolata con il sistema retributivo puro o misto. Vale la pena di ricordare, fra gli altri aspetti, che l’iscrizione per un dipendente ex articolo 1 Cnlg prevede il versamento obbligatorio dell’1% della retribuzione lorda da parte del datore di lavoro che altrimenti andrebbe perso. Una prerogativa che non è estesa agli altri dipendenti che possono aderire con un contributo volontario minimo dello 0,1% e che sono gli articoli 2, 12, i pubblicisti art. 35, i praticanti, gli Aeranti-Corallo e gli Uspi-Fnsi

Il Fondo è suddiviso in tre comparti che coincidono con tre diversi profili di gestione, al quale si può aderire, personalizzando la propria scelta: garantito, prudente, mix. Al Fondo, oltre al contributo condiviso con l’azienda per la previdenza complementare, può essere conferito anche il Trattamento di fine rapporto (Tfr), con risultati e garanzie risultati nel periodo 2009-2016 superiori a qualsiasi altra soluzione. Dal 2007 la scelta se lasciare o meno il Tfr in azienda deve essere fatta entro sei mesi dall’assunzione: trascorsi sei mesi senza opzionare, il Tfr sarà conferito automaticamente al Fondo. Per il momento il Fondo è aperto, come detto, ai soli lavoratori dipendenti, ma c’è la volontà di allargare l’accesso anzitutto ai parasubordinati demandando la partita alla contrattazione collettiva e in particolare al tavolo del rinnovo contrattuale.

Al tavolo dei relatori, sul fronte Inpgi la Presidente, Marina Macelloni, e la Direttrice, Mimma Iorio, sul fronte Fondo complementare il Presidente, Enrico Castelli, e la segretaria, Fiorella Cavana.

Tante le domande poste dai presenti a conferma che la formula scelta, con il supporto di Formedia, ha colto nel segno.

 

 

 

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