Ordine nazionale, Verna alla guida anche con i voti del Veneto

In Ordine Giornalisti by SGV Redazione

Fra le priorità in agenda: riforma, precarietà, querele temerarie e retribuzioni. Il nuovo presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, cronista napoletano di 59 anni, è stato eletto anche con i voti dei tre consiglieri veneti componenti del Cnog: i professionisti Lucio Bussi e Maurizio Paglialunga e la pubblicista Michela Canova.

Colleghi, che come il Sindacato giornalisti Veneto, condividono lo spirito riformatore e di collaborazione fra i vari enti della categoria che è alla base del programma con cui Verna, candidato dalla maggioranza degli Ordini regionali, si è messo al servizio di tutti. E che sul suo nome ci sia stata una piena convergenza lo dimostra il fatto che 49 consiglieri su 56 presenti lo hanno votato.

Querele temerarie, precarietà e retribuzioni tra le priorità indicate da Verna: “Sulle querele temerarie bisogna intervenire tutti quanti insieme aduna voce: Ordine, Fnsi, perché quando si va in una sede politica e si parla a più voci affermando cose diverse, solitamente l’interlocutore cancella il tema dall’agenda e certi aspetti non possono più attendere. Dobbiamo affermare subito dei concetti, come quello che le leggi dello Stato si rispettano. La legge 150, ad esempio, quella sugli uffici stampa non è stata rispettata e io in questi casi farò il furioso”.
Per il neo presidente, “nessun rimpianto crepuscolare per ciò che in passato non è stato fatto, guardiamo al futuro, tutti insieme”. Fondamentale sarà fare squadra con “il coordinamento degli Enti, è un interesse unico, dei giornalisti e del giornalismo”.
Nessun rimpianto, ma su certi temi come precarietà e retribuzione Verna non nasconde l’obbligo “per l’Ordine di fare un’autocritica e ripartire. Si doveva capire che qualcosa stava cambiando e già la legge del 63′ era insufficiente. Se l’albo è diventato di oltre 100mila iscritti, c’è una riserva importante che mette in condizione l’editore di fare ciò che vuole ed il sindacato in difficoltà”. Insomma, “prima cosa da fare è la riforma, seconda cosa la riforma, terza cosa la riforma. L’ordine dei giornalisti deve, per la funzione sociale che svolgiamo, essere un’agenzia culturale in questo Paese, favorire il dialogo. Ritengo di avere il dovere di promuovere il dialogo fra chi la pensa diversamente, che poi è lo spirito dell’Articolo 21 della costituzione”.
Ed è proprio ad Articolo21, associazione di cui Carlo Verna è uno dei soci fondatori insieme a Beppe Giulietti e Barbara Scaramucci, che il neo presidente dedica il pensiero conclusivo: “Un grazie di esistere ad Articolo21”.

Nella seduta di insediamento del nuovo Consiglio nazionale sono stati eletti anche la vicepresidente, la toscana Elisabetta Cosci (prima donna a rivestire questa carica); il nuovo segretario, il romano Guido D’Ubaldo; mentre Nicola Marini è stato eletto per la quarta volta tesoriere (nella foto insieme a Verna, terzo da sinistra).

Da parte di Sgv gli auguri di buon lavoro a Verna e alla sua squadra; auguri di buon lavoro che vengono estesi anche ai consiglieri nazionali veneti.