Sgv alla Provincia di Belluno: “Addetto stampa, il presidente Padrin ritiri e modifichi il bando offensivo e lesivo della dignità professionale dei giornalisti”

In Addetti stampa, Belluno, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Spiace constatare che un giornalista, iscritto all’Ordine Veneto, e che riveste una carica istituzionale, firmi un “Avviso pubblico per il conferimento di incarico di ADDETTO STAMPA della Provincia di Belluno” della durata di due anni per un compenso annuo lordo, comprensivo anche delle spese di spostamento, di 10mila euro, al netto persino dei contributi previdenziali.

In via informale, come si fa fra colleghi iscritti allo stesso Ordine professionale, gli si erano fatte notare le molte criticità presenti nel testo diffuso anche dal punto di vista giuslavoristico, invitando Roberto Padrin, perché di lui stiamo parlando, presidente della Provincia di Belluno, a rivedere la formulazione e anche a modificare il corrispettivo a fronte della mole di lavoro richiesto.

Il risultato è una piccola integrazione che reputiamo insufficiente.

“L’incarico consiste nello svolgimento delle attività di supporto (a chi?) per: redigere comunicati e brevi video e foto riguardanti l’attività dell’ente (al bisogno e comunque minimo 1 a settimana); intrattenere i rapporti con le redazioni ed i media, seguire le agenzie di stampa, fornire chiarimenti ai giornalisti, soddisfacendo le loro richieste (richieste di interviste, dati, materiali di supporto) e curare la medialist; mappare i media territoriali (tv, giornali, siti web, radio) e valutare quelli che possono essere interessanti per l’organizzazione; collaborare con gli uffici competenti per l’aggiornamento dei siti e dei social istituzionali per una comunicazione coordinata interna/esterna dell’Ente. Curare la realizzazione di un resoconto semestrale (organizzazione/produzione dei materiali, contatti con i redattori, raccolta e archiviazione testi); moderare incontri, conferenze, dibattiti pubblici organizzati dall’Amministrazione provinciale”.

L’Addetto stampa che cerca la Provincia di Belluno deve essere disponibile dunque a fare praticamente tutto, garantendo tempestività e continuità, ogni santo giorno della settimana, sabati e domeniche comprese, dall’alba al tramonto e oltre, percorrendo in auto all’occorrenza chilometri e chilometri per raccogliere materiale o per moderare convegni o talk a spese e rischi propri per una “mensile” che tolti tutti gli oneri si aggirerà fra i 500 e i 600 euro. Per carità non è richiesta la sua presenza in sede, però poi gli si chiederà la disponibilità a farlo, a fronte di un curriculum degno di un premio Pulitzer.

“La valutazione dei curricula avverrà sulla base dei seguenti parametri: conoscenza/esperienza dei mezzi di produzione giornalistica tradizionali (carta stampata), e/o del settore audiovisivo (videopress) e dei social network; esperienze lavorative come addetto stampa presso P.A., Fondazioni, Associazioni e/o come giornalista presso testate giornalistiche (quotidiani, periodici, radio, tv, web) con riguardo al settore della comunicazione politica e istituzionale; competenze di public speaking; capacità di relazione interna ed esterna, attitudine a lavorare in team. Il colloquio è finalizzato a verificare anche i seguenti aspetti: aspetti motivazionali; disponibilità a lavorare in presenza presso la sede provinciale; conoscenza normativa di riferimento”.

La natura del rapporto di lavoro non è specificata se non con un rimando generico al vigente “Regolamento recante per il conferimento di incarichi di collaborazione autonoma” approvato con Delibera del Commissario Straordinario n.62 del 29.3.2012”; la nota integrante all’avviso richiede al futuro addetto stampa la Partita Iva, tuttavia a noi sembra un classico rapporto di collaborazione coordinata continuativa se non di subordinazione.

Ciliegina finale, all’aspirante Addetto stampa viene chiesto di compilare modulo sull’insussistenza – anche potenziale – di conflitti di interesse con fattispecie indicate, che forse nemmeno lo stesso Padrin potrebbe vantare.

Il Sindacato giornalisti Veneto e l’Associazione Stampa Bellunese intraprenderanno tutte le strade per far valere i diritti e la dignità del lavoro giornalistico professionale sia sul fronte contrattuale che su quello legale.

Rispetto al giornalista Roberto Padrin, al quale nella sua funzione di Presidente della Provincia di Belluno si chiede nuovamente di ritirare e modificare il bando, il Sindacato giornalisti Veneto e l’Associazione Stampa Bellunese, chiederanno all’Ordine di valutare l’eventuale violazione della Legge istitutiva e della Carta di Firenze.