Parole non pietre a Roma, il perché di una adesione. Contro il virus della paura per un linguaggio inclusivo

In Alta formazione by SGV Redazione

Ci siamo. Da oggi 28 febbraio a domenica 1. marzo, Roma ospiterà, sfidando innanzi tutto la paura del contagio, un evento di estremo valore sul fronte dell’assunzione di responsabilità nel fare il nostro mestiere. Un evento, intitolato Parole non pietre organizzato da Articolo 21 con la Fnsi e altre organizzazioni,  che assume una valenza ancor più vitale in questo momento emergenziale, in cui l’informazione quando va bene è criticata, quando va male è accusata di diffondere il panico!

Ecco Parole non pietre sta a significare, tra gli altri aspetti, il riappropriarsi da parte dell’informazione del proprio ruolo, del proprio compito, del proprio raggio di azione. Ed è su tale terreno – di denuncia, di sfida ma anche di proposta – che il Sindacato giornalisti Veneto ha aderito alla manifestazione. Per la storia che lo contraddistingue, per le battaglie che da sempre ha assunto a difesa della libertà di stampa intesa come autonomia e indipendenza da garantire anche con condizioni dignitose di lavoro, per l’impegno a promuovere e praticare l’informazione di qualità, tanto nel linguaggio quanto nelle tutele occupazionali e nei diritti del giornalista lavoratore.

Mai come ora, in questo disordine informativo, serve una presa di consapevolezza piena sulla funzione e sul senso della nostra professione nell’informare e nel formare, sì anche nel formare, l’opinione pubblica, nel favorire lo spirito critico al riparo da notizie sensazionali, notizie non verificate, notizie urlate, notizie manipolate, notizie fuorvianti, notizie superficiali, nella ricerca della verità dei fatti, nel rispetto della Costituzione e delle regole deontologiche, nell’illuminare le periferie dimenticate, nel tradurre i problemi complessi senza cadere nella banalità, nel contrastare la violenza attraverso il linguaggio.

Sgv è presente, sì con la segretaria regionale Monica Andolfatto, ma soprattutto con le azioni concrete messe in campo. La più recente è la collaborazione avviata con l’Università di Padova, prima con la partecipazione al Master su inclusione e innovazione sociale, poi con il seminario formativo sul sapere inclusivo, quindi con la sigla del protocollo fra Ateneo e Fnsi per il contrasto alle fake news, fino ad approdare alla pubblicazione del volume a più voci, La passione per la verità, Franco Angeli Editore, da poco in libreria, curato dalla professoressa Laura Nota, delegata del Rettore per l’Inclusività. E sarà la stessa professoressa Nota nel pomeriggio a introdurre il panel dedicato allo hate speech e che terminerà con una tavola rotonda. Senza dimenticare il varo del Manifesto di Venezia, realizzato insieme a Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e a Giulia, per combattere la violenza sulle donne a partire dalle parole utilizzate nei casi di femminicidi e non solo, e disseminare una cultura di reale parità: se ne parlerà domattina.

A Roma ci sono, oltre a Nicola Chiarini referente veneto di Articolo 21 e in giunta Sgv, anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti Veneto, Gianluca Amadori, e il coordinatore del Comitato tecnico scientifico che sovrintende alla Formazione professionale obbligatoria dell’Ordine nazionale, Maurizio Paglialunga, a testimoniare la condivisione dello spirito dell’iniziativa. Va ricordato peraltro che Ordine e Sindacato giornalisti del Veneto sono stati tra i primi, all’indomani della scoperta dei primi casi conclamati di Covid 19 nella nostra regione, a prendere posizione con un comunicato congiunto mettendo in guardia contro il sensazionalismo che già si intuiva montare e chiedendo sicurezza per gli inviati nelle zone ritenute a rischio.

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