#VoceAiGiornalisti precari, i ‘rider’ dell’informazione in piazza per chiedere dignità e tutele

In assostampa, Clan lavoro autonomo, Fnsi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Redattori con carichi di lavoro impressionanti dentro le redazioni, e collaboratori fuori a coprire servizi per pochi euro lordi: no alla precarizzazione della professione, no alla parcellizzazione della rappresentanza. Nessuno si salva da solo.

C’era anche una delegazione veneta a Bologna e Parma, ai due appuntamenti promossi da Aser e Fnsi. Collaboratori, dipendenti, rappresentanti delle Associazioni regionali di stampa, dei coordinamenti di lavoratori autonomi, dei sindacati confederali e delle istituzioni locali insieme per esprimere solidarietà ai colleghi dell’Emilia Romagna. Il Sindacato porterà il tema dei giornalisti parasubordinati con compensi da fame all’attenzione del sottosegretario all’Editoria.

Mentre in Veneto, in occasione della mobilitazione dei collaboratori del Corriere del Veneto e del Gazzettino, la piaga dello sfruttamento del lavoro “esterno” giornalistico è già stato affrontato anche Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, nel corso di un confronto con il Governatore Luca Zaia.

«I rider dell’informazione sono stufi: dignità per i giornalisti precari della Gazzetta di Parma e Libertà di Piacenza». E per i giornalisti precari, senza tutele e sfruttati di tutta Italia. Parte da Parma, dalle vertenze-simbolo che hanno coagulato la ‘comunità giornalistica’ nel suo insieme – collaboratori, cdr, sindacato e una larga rappresentanza della società civile emiliana e non solo – la richiesta di affrontare, una volta per tutte, il tema dei giornalisti precari pagati con compensi da fame.

Per la prima volta, i giornalisti parasubordinati di due storiche testate locali dell’Emilia come Gazzetta di Parma e Libertà di Piacenza sono scesi in piazza per dare #VoceAiGiornalistiPrecari. E la solidarietà, pilastro su cui si fonda la categoria, è stata tangibile, oggi, in Emilia: a partire dalle delegazioni del sindacato giornalisti della Lombardia, del Veneto, delle Marche e della Toscana e dai vertici della categoria: dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso al presidente Giuseppe Giulietti, passando dalla segretaria generale aggiunta vicaria, Anna Del Freo alla presidente Aser, Serena Bersani e Mattia Motta, presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi. Senza dimenticare la presenza dei presidenti dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, e di Casagit, Daniele Cerrato.

«Dobbiamo contrastare il disegno degli editori: redazioni ridotte all’osso e interi settori informativi ‘appaltati’ ai collaboratori. Questa è una battaglia di civiltà: non possiamo accettare questa impostazione che punta solo a ridurre il costo del lavoro. E il superamento dei contratti cococo è il primo passo», ha detto il segretario generale della Fnsi.

Un tema, quello dei giornalisti parasubordinati con compensi da fame, che il sindacato porterà all’attenzione del sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, al primo incontro fissato per oggi, mercoledì 20 giugno, a Roma.

«L’informazione è un bene prezioso, vitale per una democrazia e una società che vuole essere civile. E per fare informazione servono giornalisti messi nelle condizioni di fare il proprio mestiere in autonomia e libertà. Per questo non si può non ascoltare la voce dei giornalisti precari», ha dichiarato all’Ansa il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che fa sua la richiesta dei giornalisti precari emiliani: «Si apra il confronto con gli editori».

«Grazie all’unità della comunità giornalistica abbiamo ottenuto incontri con le aziende, ma non c’è stato alcuno spazio di trattativa: chiediamo agli editori di aprire un confronto serio», ha sostenuto Serena Bersani, presidente Aser.