Agenzie stampa: sciopero all’Ansa e ad Askanews. Il sostegno di Fnsi e Sindacato

In CDR, Fnsi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Ansa: accordi disattesi sull’organico giornalistico

Il Sindacato giornalisti Veneto, con la Fnsi, sostiene la protesta dei giornalisti dell’Ansa in sciopero per tutta la giornata di oggi 21 dicembre.

Questo il comunicato del Comitato di redazione:

“Il Cdr dell’ANSA prende atto della volontà dei vertici aziendali di non procedere con un reintegro dell’organico redazionale al termine del piano di crisi che ha consentito il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio. Il Cdr – consapevole della gravità del quadro generale del mondo dell’editoria – ritiene comunque imprescindibile, anche alla luce dei nuovi prodotti che la redazione si appresta a realizzare, che il tema dell’organico venga urgentemente affrontato. Il Cdr, dopo anni di sacrifici che hanno decimato il corpo redazionale, rigetta inoltre la logica dei soci editori, improntata al mero contenimento dei propri costi al di fuori di una prospettiva di sviluppo e alla volontà di scaricare i propri problemi di bilancio sull’agenzia, che deve essere considerata un bene pubblico per il Paese. Il Cdr proclama 24 ore di sciopero a partire dalle ore 7 del 21 dicembre e convoca l’assemblea generale per mercoledì 9 gennaio 2019”.

 

Askanews: l’editore si assuma le proprie responsabilità

Anche il Sindacato giornalisti Veneto, con la Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazione Regionali di Stampa di Roma, Milano e Firenze, è accanto ai giornalisti di Askanews che hanno proclamato due giornate di sciopero, oggi venerdì e domani sabato, per protestare contro l’ipotesi di ricorso al concordato preventivo, all’ordine del giorno del Cda del 24 dicembre, e contro la dichiarazione di 27 esuberi presentata dall’azienda.

Sono due i colleghi corrispondenti dal Veneto per l’agenzia stampa.

«A fronte di un piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”, accettato negli scorsi mesi dalla redazione, è necessario che l’editore, Luigi Abete, si assuma le proprie responsabilità evitando colpi di mano, peraltro alla vigilia di un tavolo di confronto sindacale già convocato alla ripresa dopo le festività natalizie. Il sindacato è pronto a sostenere in ogni sede le ragioni della redazione», affermano la FNSI e le Associazioni Regionali di Stampa.

Il comunicato del Cdr

Roma, 20 dic. (askanews) – L`assemblea dei redattori di askanews proclama due giorni di sciopero per le giornate di domani e sabato per protestare contro l`ipotesi di ricorso al concordato preventivo all`ordine del giorno del Cda del 24 dicembre e contro la dichiarazione di 27 esuberi presentata dall`azienda.

Dieci giornalisti in meno (in gran parte prepensionamenti), cinque mesi di cassa integrazione al 50% e un contratto triennale con la Presidenza del Consiglio firmato ad agosto. Nonostante tutto questo l`agenzia Askanews rischia di sbattere contro un muro. Sugli oltre 90 giornalisti dell`agenzia di stampa pende la decisione del Cda che verrà presa alla vigilia di Natale.

L`assemblea di askanews condanna e respinge questa ipotesi, proprio nel momento in cui l`agenzia dovrebbe essere rilanciata con l`impegno dell`azionista di riferimento Luigi Abete che non può venir meno ai suoi doveri di imprenditore.

L`assemblea rimanda al mittente le minacce di ulteriori 27 esuberi e invita il Dipartimento Editoria, con cui l`azienda sta trattando dopo il via libera dell`Avvocatura dello Stato per il recupero di una somma dovuta per i servizi prestati per 10 mesi ad assumersi la propria responsabilità e garantire celerità per evitare che una voce importante dell`informazione primaria muoia.

I redattori diffidano l`azienda al pagamento di tutte le spettanze dovute ai giornalisti, che si riservano di agire nelle sedi opportune. L`assemblea chiede un incontro urgente con la Presidenza del Consiglio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, anche in quanto ministro del Lavoro, perché intervengano per favorire una soluzione positiva della vicenda.