Minacce ad Ario Gervasutti, Giulietti a Mestre: “Reagire compatti agli attacchi alla stampa”

In CDR, Fnsi, Ordine Giornalisti, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Chi minaccia un giornalista, minaccia tutti i giornalisti, ma anche tutti i cittadini che vengono lesi nel loro diritto di essere informati in maniera libera e indipendente.

Questo il significato della visita del presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Beppe Giulietti, nella sede centrale del Gazzettino a Mestre.  Accompagnato dalla segretaria del Sindacato giornalisti Veneto, Monica Andolfatto, dal presidente dell’Ordine regionale, Gianluca Amadori, e da Massimo Lenza, presidente dell’Assostampa veneziana, Giulietti ha incontrato il collega Ario Gervasutti e il direttore Roberto Papetti ai quali ha portato il saluto anche del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e del presidente nazionale dell’Ordine, Carlo Verna, impossibilitati a presenziare.

I cinque colpi di pistola contro l’abitazione di Gervasutti, nella gravità del gesto, hanno avuto un risultato immediato: la risposta compatta della categoria tutta e anche delle istituzioni. E non a caso Giulietti ha sottolineato questo aspetto, ringraziando anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia, e il ministro degli Interni, Matteo Salvini, per la solidarietà e la vicinanza espressa da subito al collega, invitandoli anche a essere vicini a tutti i giornalisti nel mirino.

“Serve riattivare l’osservatorio sui cronisti minacciati – ha detto – perché sempre di più si registrano episodi di violenza, anche a cielo aperto, come quello avvenuto l’altro giorno a seguito degli arresti del clan Casamonica a Roma”.

Sia Gervasutti che Papetti hanno espresso il loro grazie sentito a Federazione, Sindacato e Ordine per la vicinanza e il sostegno.

“Un atto di intimidazione sconosciuto alle dinamiche di questo territorio al quale noi abbiamo reagito con preoccupazione e pacatezza” ha detto Papetti riferendosi all’attentato subito dal suo caporedattore.

“Grazie per la mobilitazione che è andata oltre l’amicizia e la colleganza  – ha aggiunto Gevasutti – perché si è capito che quegli spari spaventano tanto i giornalisti, quanto i cittadini.  Siamo di fronte a un salto di qualità del crimine organizzato che si permette di fare il tiro al bersaglio con la pistola contro una casa in un quartiere residenziale popolato. Le indagini stanno facendo il loro corso, io auspico sempre prevalga la pista dell’errore, ma ciò non toglie nulla alla gravità del fatto”.

Gli ha fatto eco Giulietti: “Al di là degli esiti delle indagini, l’episodio rimane allarmante. Si badi bene, nessuno vuole fare la vittima. E qui nessuno lo fa. Ma occorre reagire con fermezza agli attacchi alla stampa, dalle querele bavaglio alle perquisizioni che minano dal di dentro il segreto professionale”.

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ATTENTATO AD ARIO GERVASUTTI: IL PRESIDENTE FNSI, BEPPE GIULIETTI, DOMANI AL GAZZETTINO A MESTRE

Dopo oltre 40 anni in Veneto si torna a sparare contro un giornalista: era il 7 luglio 1977 quando un commando terroristico gambizzò Toni Garzotto, cronista di giudiziaria del Gazzettino.

E ora come allora i cinque colpi di pistola esplosi l’altra notte contro la casa di Ario Gervasutti sono un attacco a tutta la categoria. E la categoria tutta risponde compatta nel condannare questo gravissimo atto intimidatorio di stampo mafioso come lo hanno definito gli stessi investigatori. Domani, mercoledì 18 luglio, alle 11, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti, anche a nome del segretario generale Raffaele Lorusso, sarà nella sede centrale del Gazzettino a Mestre per portare concreta vicinanza e solidarietà al collega Gervasutti – da due anni al quotidiano del Nordest – e al direttore Roberto Papetti.

Ci saranno anche i vertici regionali di Sindacato e Ordine dei giornalisti.

“L’attentato subito dal collega Gervasutti – affermano Giulietti, Lorusso e Carlo Verna, presidente nazionale dell’Ordine – è inquietante e destabilizzante nei modi e nei luoghi. E anche nei tempi. Visto che mai come ora l’informazione è tornata nel mirino di chi vuole minacciarla e zittirla”.

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CINQUE COLPI DI PISTOLA CONTRO LA CASA DI ARIO GERVASUTTI: “ATTO DI GRAVITÀ INAUDITA”

Fnsi, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, congiuntamente al CdR del Gazzettino, esprimono piena solidarietà al collega Ario Gervasutti, che nella notte ha subito un attentato vile e inquietante, dalla gravità inaudita.

Quei cinque colpi di pistola contro la casa di Gervasutti, già ex direttore del Giornale di Vicenza e ora nell’ufficio centrale del Gazzettino, rappresentano un attacco inaccettabile non solo a un giornalista che ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta ma anche a tutta la categoria che da tempo è nel mirino di chi vuole impedire la libertà di informazione.

Fnsi, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, e CdR del Gazzettino si stringono attorno al collega e alla sua famiglia e confidano nel lavoro delle forze dell’ordine per individuare al più presto possibile i responsabili.

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COLPI DI PISTOLA CONTRO LA CASA DEL GIORNALISTA GERVASUTTI, LA SOLIDARIETÀ DI ZAIA

(AVN) – Venezia,  16 luglio 2018

“E’ un episodio gravissimo, che va condannato senza se e senza ma, acuito dal fatto che la minaccia contro un giornalista significa di conseguenza un attacco contro opinioni ed idee. La mia piena e completa solidarietà al cronista Ario Gervasutti e naturalmente alla sua famiglia”. Così il presidente del Veneto Luca Zaia commenta quanto accaduto stanotte a Padova, dove l’abitazione del giornalista del Gazzettino è stata presa di mira da cinque colpi di pistola, tre dei quali hanno raggiunto la camera da letto dei suoi figli.

“Mi auguro che i responsabili siamo presto identificati ed assicurati alla Giustizia – conclude Zaia -. Sono intollerabili fatti del genere che purtroppo riportano alla mente anni bui della nostra Repubblica. A Gervasutti e alla sua famiglia la vicinanza mia e delle istituzioni della Regione del Veneto”.

Comunicato n. 988 – 2018  (PRESIDENTE)

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Il Cdr de L’Arena e Assostampa Verona esprimono solidarietà al collega Ario Gervasutti. Sappiamo che i colpi di pistola contro la sua abitazione non intimidiranno di certo il collega, e altrettanto condanniamo il gesto,  contro un professionista libero e fuori dagli schemi. Chi agisce nell’ombra, minacciando o colpendo i giornalisti, mettendo a rischio anche la vita dei loro familiari merita soltanto pene esemplari. La nostra figura oggi è esposta sempre più a rischi: querele temerarie, minacce e attentati sono all’ordine del giorno. Decine di colleghi, perchè hanno il coraggio di raccontare la verità, sono costretti a vivere con la scorta. Il Cdr de L’Arena e Assostampa, una volta in più dicono “chi tocca un giornalista, tocca ciascuno di noi”.

Verona, 16 luglio 2018

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Il Cdr de Il Giornale di Vicenza esprime solidarietà al collega Ario Gervasutti, per quasi 7 anni direttore del nostro quotidiano, oggi in servizio per Il Gazzettino, e alla sua famiglia. Gervasutti nella notte è stato vittima di un atto vile e di inaudita gravità, per il quale l’intera categoria chiede alle autorità preposte che vengano in breve individuati i responsabili. Sparare contro l’abitazione di un giornalista vuol dire attentare all’intera libertà di stampa, che resta uno dei capisaldi della democrazia. Stringersi intorno al collega così gravemente minacciato significa, da parte di tutti, confermare come la libertà dei giornalisti di fare il loro mestiere, e cioè raccontare i fatti e commentarli esprimendo le loro idee, sia un presidio irrinunciabile per una società che voglia definirsi civile.
Vicenza, 16 luglio 2018

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Anche il CDR di Tva Vicenza esprime piena solidarietà nei confronti del collega Ario Gervasutti e condanna il gesto intimidatorio che colpisce l’intera categoria. Inevitabile che la mente torni al passato, agli anni di piombo e agli attacchi subiti dalla stampa in un decennio buio e contrario alla stessa libertà dei giornalisti. Quello verificatosi due giorni fa è un episodio deplorevole e ci auguriamo che i colpevoli vengano al più presto identificati. Il pensiero del CDR va anche alla famiglia del collega Gervasutti, ai quali esprimiamo viva vicinanza.

Vicenza, 17 luglio 2018