Coronavirus, informazione e smart working: gruppo di lavoro Sgv

In CDR, coronavirus by SGV Redazione

L’emergenza sanitaria in atto ha sconvolto non solo le abitudini sociali ma anche l’organizzazione del lavoro e lo stesso modello produttivo. Nessuno nasconde che l’adozione forzata dello smart working allo scopo principale di ridurre gli spostamenti e quindi il rischio di contagio da coronavirus, ha introdotto una pratica che lascerà il segno anche una volta cessata la pandemia.

Il tema è stato ampiamente dibattuto nel corso dell’ultima riunione video del coordinamento dei cdr del Sindacato giornalisti Veneto. In tutti è emersa la preoccupazione, una volta tornati alla normalità, di non farci trovare come categoria impreparati di fronte a scelte aziendali che possano spingere nella direzione di “svuotare” le redazioni. Di qui la proposta di formare un gruppo di lavoro specifico che si occupi di approfondire la normativa in materia di smart working, raccolga le osservazioni pratiche da cdr e fiduciari di redazioni in cui tale strumento sia stato introdotto e cerchi di formulare una piattaforma tarata sulle esigenze del lavoro giornalistico, ormai multimediale, nella carta stampata, nelle tv, nelle radio, negli uffici stampa e nelle agenzie, nei siti on line. Tale piattaforma sarà la base su cui confrontarci anche in ambito nazionale. Il Gruppo smart working Sgv è composto da Tiziana Bolognani (giunta Sgv e referente emittenza radio-tv), Giuliano Doro (direttivo e responsabile coordinamento cdr Sgv, cdr Gedi Veneto), Andrea Mason (rappresentante Ussi in direttivo Sgv e cdr Giornale di Vicenza) ed Erminio Vanin (fiduciario Ufficio stampa Regione Veneto e referente Sgv per il settore).

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