Gedi, taglio dei poligrafici: stato di agitazione delle testate e sciopero delle firme

In assostampa, CDR, Editoria, Veneto by SGV Redazione

21 novembre 2019 – Stato di agitazione di tutte le testate del gruppo Gedi News Network (Gnn), sciopero delle firme domani e sabato e pacchetto di due giorni di sciopero. Sono le iniziative di protesta decise dal Coordinamento dei cdr dei 15 quotidiani per confermare concreta solidarietà alla “famiglia” dei poligrafici impegnata in una durissima vertenza dopo l’annuncio del taglio di 121 unità sulle 280 in essere.

La galassia Gnn comprende: Mattino di Padova, Nuova Venezia, Tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi (Veneto), Piccolo e Messaggero (Friuli Venezia Giulia), Gazzetta di Modena, Reggio Emilia e Nuova Ferrara (Emilia Romagna), Provincia pavese, Sentinella canavese e Gazzetta di Mantova (Lombardia), Tirreno (Toscana) Secolo XIX (Liguria) e Stampa (Piemonte). Oggi, giovedì 21 novembre, nella sede della Fnsi a Roma, insieme ai rappresentanti di tutti i comitati di redazione a sottolineare il sostegno e l’attenzione della Federazione, c’erano il segretario generale Raffaele Lorusso, la vice segretaria vicaria Alessandra Costante, la vice segretaria Anna Del Freo della giunta Fnsi, e i responsabili regionali delle associazioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria e Lombardia, Monica Andolfatto, Carlo Muscatello, Matteo Naccari, Fabio Azzolini e Paolo Perucchini.

A tutti è chiaro che con questa pesantissima azione l’azienda pone una enorme ipoteca sulla futura riorganizzazione complessiva del gruppo Gnn che inevitabilmente investirà anche la “famiglia” dei giornalisti.

Da tutti gli interventi, compresi quelli di Giuliano Doro e Irene Aliprandi presenti per il cdr unico veneto, un forte appello all’unità e la necessità di “darsi una linea condivisa” a dimostrazione della compattezza del fronte.

Da più parti inoltre è stata sottolineata l’importanza del fattore visibilità: di qui la determinazione a coinvolgere le istituzioni politiche territoriali ma anche nazionali, senza dimenticare a società civile, culturale ed economica che deve comprendere quale è il rischio in termini di omologazione e livellamento dell’informazione sul fronte dell’indebolimento della forza e della rappresentatività delle istanze locali.

Al tavolo con l’azienda – si è chiesto un incontro entro il mese – si devono porre temi non più procrastinabili: la qualità del prodotto che arriva in edicola, l’autonomia di ogni singola testata, il ruolo dei direttori, la responsabilità del management per scelte gestionali (a partire dalla nuova grafica) che si sono dimostrate sul lungo periodo negative, lo sfruttamento dei collaboratori esterni.

Di seguito il testo del documento approvato all’unanimità

“Il coordinamento dei Comitati di redazione del gruppo Gedi News Network (Gnn) riunito a Roma alla sede della Federazione della Stampa esprime solidarietà con i lavoratori poligrafici che lottano contro il piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 121 unità su 280.

Il piano di riorganizzazione delle attività poligrafiche impatterà in modo pesante anche sul lavoro dei giornalisti, rendendo impossibili alcune attività.

Per rispondere alla crisi dell’editoria italiana, le aziende del settore hanno finora messo in campo ricette conservative con tagli o fusioni il cui unico obiettivo era quello di realizzare economie di scala, ovvero tagliando costi e, soprattuto, posti di lavoro.

Tali ricette non hanno finora funzionato, non funzioneranno in futuro. Al contrario, hanno dissipato valore per gli azionisti, indebolito le redazioni, ridotto l’autonomia delle singole testate, impoverito l’offerta di informazione destinata ai lettori.

I segnali che arrivano dall’editore sono sconfortanti: nessun serio investimento per potenziare il prodotto giornalistico, nessun piano per aggredire nuovi mercati e valorizzare sulle diverse piattaforme disponibili il lavoro delle redazioni. Anzi, ancora riproposizione di tagli.

Il coordinamento dei Comitati di redazione del gruppo Gedi News Network (Gnn)

  1. Chiede un incontro urgente con i vertici dell’azienda entro il giorno 2 dicembre.
  2. Dichiara lo stato di agitazione proclamando lo sciopero delle firme sui giornali in edicola sabato 23 e domenica 24 novembre. Misura che si estende anche al web.
  3. Approva un pacchetto di due giorni di sciopero e si riserva di attuare altre azioni di protesta.

Roma, 21 novembre 2019

Il coordinamento dei Comitati di redazione del gruppo Gedi News Network (Gnn)