Lettera aperta del cdr della Tgr Veneto al Ministro Boccia

In CDR, News, rai, Veneto, Venezia by SGV Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che i colleghi della Rai della Tgr Veneto, attraverso il loro comitato di redazione, hanno scritto, domenica 24 novembre, al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, in risposta a un’agenzia Ansa che riporta anche alcune sue dichiarazioni ingenerose rispetto all’impegno profuso nel dare copertura all’alluvione che ha flagellato Venezia. Di seguito il comunicato congiunto diffuso dai cdr Rai Veneto, Rai Puglia e Coordinamento cdr Tgr Rai e il lancio dell’agenzia Ansa.

 

Caro Ministro Boccia,

le sue parole di ieri, così come riportate dall’Ansa, ci hanno profondamente indignato. Senza nulla togliere al ruolo dell’informazione locale privata che, in Veneto, svolge il proprio compito con impegno, con forza e decisione, respingiamo al mittente tutte le diffamanti affermazioni che le vengono attribuite.

Come già specificato nel comunicato congiunto con i colleghi della Puglia, il Coordinamento sedi e l’Usigrai, la redazione della Tgr Veneto ha coperto con tempestività e precisione il drammatico evento dell’eccezionale acqua alta che ha colpito Venezia e la sua laguna.

Lo abbiamo fatto, come sempre e come nostro dovere, sia nella giornata e nella notte del picco di marea, sia nei giorni successivi, raccontando, ai veneti e al resto d’Italia, i danni e i disagi causati dal maltempo. Non solo a Venezia, ma anche in tutte le spiagge del litorale e nel resto del territorio della regione, montagna compresa.

Lo abbiamo fatto in modo puntuale e tempestivo in tutti gli spazi di palinsesto che sono concessi all’informazione dal territorio, vale a dire le tre edizioni del tg, le tre del gr e Buongiorno Regione, a cui si è aggiunta, già da inizio 2018 (forse non se ne è accorto) la nostra presenza come Tgr Veneto (e come Tgr in generale) su web e social, nella quale abbiamo informato i cittadini dell’evolversi della situazione in tempo reale “su smartphone e tablet”.

Lo dicono i numeri: solo su Venezia e isole, 80 tra servizi Tg, interviste, articoli e gallery realizzati tra il 12 sera e il 23 novembre.

I “manager e i direttori di rete” a cui lei, e non noi, rivolge le sue critiche, sono gli stessi le cui nomine vengono troppo spesso decise dai vertici dei partiti e non da professionisti del settore grazie a leggi varate anche dalla parte politica della quale lei fa parte.

Il cosiddetto canone, è bene ricordarlo ancora una volta, finanzia non solo la Rai, ma anche l’emittenza locale che, spesso se non sempre, tiene in piedi i propri bilanci attraverso le entrate derivanti dai contributi pubblici, che consideriamo doverosi per mantenere vive e non spegnere le diverse voci che garantiscono pluralità di idee.

Quando accenna alla tutela dei “giovani professionisti precari”, farebbe bene a rivolgere il suo appello a chi può intervenire sulla applicazione di accordi sindacali disattesi e mettere mano a leggi che garantiscano il giusto contratto a chi lavora.

Il Comitato di redazione della Tgr Veneto

 

Il ministro Boccia attacca in modo scomposto e fuori luogo il servizio pubblico. Le sedi regionali della Rai e il canone ancora una volta nel mirino della politica

Sorprende che il Ministro degli affari regionali Boccia abbia attaccato in modo scomposto e fuori luogo il servizio pubblico, con accuse infondate ed inaccettabili a proposito di come la Rai ha raccontato l’eccezionale acqua alta di Venezia e i danni del maltempo nel Salento.

Senza nulla togliere al ruolo dell’informazione locale privata che, in Veneto come in Puglia, svolge il proprio compito con impegno, respingiamo al mittente tutte le diffamanti affermazioni nei confronti della Rai.

E’ evidente che si tratta di una polemica strumentale, compiuta da chi non sa o preferisce non sapere la quantità e qualità del lavoro svolto in quei giorni dai giornalisti della Tgr  e dell’intera Rai.

Sia in Veneto sia in Puglia, i colleghi della Tgr, fin dalle prime ore, hanno raccontato in maniera tempestiva  il disastro  che si stava consumando in tutti gli spazi di palinsesto che sono concessi all’informazione dal territorio:  nei tg, nei giornali radio regionali, ma anche con ore di dirette per Rainews e le altre testate nazionali.  Inoltre vi sono state dirette dedicate sui social network e con informazioni e servizi  puntuali sui rispettivi  siti web.

Se il ministro intende contestare l’attuale management Rai non lo faccia calpestando e infangando il lavoro della Tgr e delle testate nazionali e soprattutto non dimentichi che i vertici a cui rivolge le sue critiche, sono gli stessi le cui nomine vengono troppo spesso decise dalla politica della quale lei fa parte.

Quanto poi alle risorse da destinare ai media locali il ministro fa finta di non sapere che il fondo per il pluralismo dell’informazione è già finanziato dall’extra gettito del canone di abbonamento alla televisione.

E lo ricordiamo ancora una volta: dei 90 euro di canone – il più basso d’Europa – solo 74 vengono girati alla Rai, lo Stato trattiene ben 340 milioni di euro. Il servizio pubblico della Rai é patrimonio di tutto il Paese, caposaldo di democrazia e buona informazione, a barriera e stimolo di un mercato privato dell’informazione affidato troppo spesso a un precariato immorale.

Cdr Rai Veneto e Rai Puglia, Coordinamento Cdr TgR Rai

 

L’agenzia Ansa con le dichiarazioni del ministro Boccia

++++Rai: Boccia, maltempo di Venezia e Salento su tv locali
‘Questa Rai è simbolo del fallimento della vecchia televisione’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 23 NOV – “Le tv locali in Veneto hanno fatto quello che normalmente dovrebbe fare il servizio pubblico. Hanno raccontato l’alluvione e le sofferenze di Venezia facendo un servizio pubblico che avrebbe dovuto fare la Rai. Così come hanno fatto il giorno dopo i giornali locali, ed è accaduto anche qui in Puglia a partire delle alluvioni in Salento”. Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.  “E invece loro lì a Roma a litigare su produzioni milionarie di programmi spesso inutili o su appalti la cui genesi lascia basiti. Poi vogliono anche essere chiamati manager o direttori di rete. Per quanto mi riguarda si apre una stagione che impone al tempo del digitale una discussione laica e profonda sulle finalità del canone. È servizio pubblico quello che serve agli italiani non quello che serve a chi fa business con la Rai. A Venezia per quelle decine e decine di ore ininterrotte di diretta era più opportuno pagare le tv locali che con ragazzi straordinari raccontavano l’alluvione o questa Rai?”, prosegue Boccia  “A quei ragazzi che rappresentano le difficoltà dei giovani professionisti di oggi precari e a quelle imprese noi dobbiamo una risposta. Non solo alle tv, ma anche ai giornali locali e ai siti giornalistici che raccontano i nostri territori. Sarà servizio pubblico moderno quando quello che accade sui nostri territori, arriverà naturalmente anche sui nostri smartphone e sui nostri tablet. L’attuale assetto non è più accettabile, personalmente sosterrò tutti coloro che in Parlamento chiedono che una quota del canone Rai, il 10%, vada al sostegno del pluralismo e dell’informazione oggi assicurata da tv locali, giornali e siti locali. È un dibattito che non si può fermare. Chi pensa di soffocarlo deve sapere che gli si ritorcerà contro. Meglio affrontarlo alla luce del sole. Io penso che sia servizio pubblico quello che assicura il pluralismo nel paese a partire dalla scala locale; raccontare tutto senza veli non essendo condizionati da lobby, da pressioni che sono figlie di un’idea vecchia di capitalismo. A me il capitalismo digitale piace quando dà la parola a tutti e non mi piace quando fa vincere i forti e i forti di solito sono le multinazionali del web che controllano raccolta pubblicitaria e informazioni e le aziende che si dichiarano di Stato e poi umiliano la funzione stessa di Stato. Quindi complimenti per il lavoro fatto, complimenti a chi ancora riesce a tenere in vita un’azienda editoriale sui territori e lo Stato forse dovrebbe pensare più a loro e alle voci che arrivano dai territori e meno ai palazzoni Rai che forse devono essere snelliti. Faccio un appello ai manager della Rai, forse è bene pensare più alla presenza sul territorio e meno alle vicende come quelle che stanno caratterizzando in maniera poco dignitosa il dibattito in questi giorni sulle gare, sulle risorse e sulle modalità con cui vengono spese. Perché non devono mai dimenticarlo, spendono o investono soldi nostri per assicurare il servizio pubblico”, conclude Boccia. (ANSA).
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