Tagli e riorganizzazione il piano non convince, due giorni di sciopero al Corveneto

In CDR, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Tagli all’organico e riorganizzazione, il piano sui dorsi locali  presentato da Rcs venerdì scorso, 18 maggio a Milano non convince. Immediata la protesta di tutte le redazioni coinvolte. I giornalisti del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona si sono astenuti dal lavoro sabato 19 e lunedì 21. Fnsi e Assostampa regionali sono la fianco dei colleghi che contestano il modello imposto in maniera unilaterale e che nei fatti va a stravolgere il “sistema” dei dorsi locali, finora caratterizzato dal radicamento nel territorio di riferimento e dalla valorizzazione delle professionalità.

Di seguito il testo del comunicato diffuso dal cdr lunedì 21 maggio

Il cdr del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona oggi ha incontrato il direttore Alessandro Russello per farsi esporre nel dettaglio il riassetto delle redazioni di Veneto, Verona, Bolzano, Trento e Bologna. Il piano stilato dall’azienda e dalla direzione prevede una riduzione numerica sostanziale dei redattori (da 76 giornalisti si passa a 67 con l’eliminazione dei contratti a tempo determinato) e la creazione di un desk centrale composto da 11 giornalisti e un grafico (trasferito da Firenze) per gestire le pagine di cultura e sport e per realizzare i siti web del Corriere del Veneto (con le sue quattro edizioni), del Corriere di Verona e del Corriere di Bologna (al momento Trento e Bolzano non hanno una pagina Internet).

Ancora una volta, anche volendo sorvolare sull’aspetto della qualità dell’informazione che sembra non interessare all’azienda e alla direzione delle testate locali coinvolte in questo progetto di stravolgimento, si chiede a questi giornalisti di fingere che nei giornali non esistano emergenze redazionali, ferie, malattie o altri imprevisti. Con i numeri di organico che ci sono stati prospettati, riteniamo che questa soluzione non sia né sostenibile né applicabile. Intravediamo inoltre il rischio che per risolvere le emergenze si venga a creare nei fatti un sistema di compenetrazione dei settori (sport, cultura, web, cronaca, politica, ecc) che prevede che tutti facciano tutto senza tenere conto né delle competenze specifiche dei singoli giornalisti né dell’inizio e della fine dei turni di lavoro né soprattutto della territorialità degli eventi.

Non solo. Oltre a un progetto editoriale che fa acqua da tutte le parti, si prevede che due redazioni, quelle di Verona e di Bolzano, tengano in piedi una testata autonoma rispettivamente con soli quattro e tre giornalisti

Il piano che ci è stato prospettato dunque è da considerarsi irricevibile non tanto per un rifiuto di principio da parte delle redazioni coinvolte, che sono perfettamente consapevoli dell’andamento del mercato editoriale, ma per il semplice motivo che, a nostro giudizio, i numeri esposti dalla direzione non tornano in nessun modo.

Per queste ragioni l’assemblea dei giornalisti del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona ritiene che sia necessario ridiscutere i seguenti punti:

  1. È necessario confermare tutti i contratti a tempo determinato che scadono nelle prossime settimane per garantire la fattibilità dei singoli giornali in vista degli appuntamenti elettorali in Veneto e per tutta la fase di discussione e confronto tra azienda, direzione e cdr per la realizzazione del nuovo piano industriale
  2. Essendo alle porte il periodo estivo ed essendo già stato organizzato il piano ferie delle redazioni del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona, la realizzazione del piano industriale deve essere necessariamente posticipata a dopo l’estate e devono essere garantiti i normali contratti di sostituzione ferie, aspettativa, maternità e malattia prolungata
  3. Riteniamo che sia inaccettabile la creazione della figura dei colleghi “a disposizione”. È una questione innanzitutto di dignità professionale e umana. Questi quattro colleghi potrebbero essere utilmente aggregati al cosiddetto desk centrale per rendere fattibile l’organizzazione dello stesso. Come da impegno aziendale, gli eventuali trasferimenti dalle altre redazioni a quella di Padova (che dovrebbe ospitare il desk centrale) dovranno avvenire su base esclusivamente volontaria
  4. Vanno chiaramente definiti i ruoli all’interno delle redazioni e del desk centrale, ponendo dei limiti e delle regole precise alla compenetrazione dei vari settori redazionali e delle redazioni territoriali, fino a prevedere anche una riduzione della fogliazione nei casi di emergenza

Alla luce della disponibilità dell’azienda, intervenuta nel corso del pomeriggio, a un incontro a stretto giro in cui ridiscutere i punti di cui sopra il cdr, nel dare esecuzione al mandato ricevuto dall’assemblea dei giornalisti, proclama un giorno di sciopero da svolgersi nella giornata di oggi lunedì 21 maggio e sospende una seconda giornata di astensione dal lavoro in attesa dell’esito del confronto.

Padova, 21/05/2018

 

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TAGLI NEI DORSI LOCALI RCS, GIORNALISTI IN SCIOPERO.  FNSI E ASSOSTAMPA: «INACCETTABILE NEL METODO E NEL MERITO»

Organico ridotto da 76 a 67 giornalisti, contratti a termine a esaurimento, declassamento a ufficio di corrispondenza della redazione di Bolzano con tre soli giornalisti, la redazione di Verona passerà da 6 a 4, ridimensionate Trento, Bologna e Firenze. Creazione a Padova di un “desk centrale integrato” realizzato con gli “esuberi” ovvero 12 unità (11 giornalisti e 1 grafico). Il tutto a partire dal 1. giugno quando l’attuale direttore responsabile del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona assumerà la direzione anche del Corriere di Bologna, di Trento e di Bolzano.

La Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali di Stampa di Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana condividono la preoccupazione e la legittima protesta dei colleghi dei dorsi locali del Corriere della Sera che si astengono dal lavoro.

«Il piano che l’azienda intende attuare – spiega il sindacato – contiene misure drastiche e sproporzionate rispetto a risultati di bilancio che presentano una perdita complessiva contenuta, quindi assolutamente rimediabile. La preoccupazione è rafforzata da un modello di organizzazione del lavoro, come quello illustrato per linee generali dal direttore, che prefigura un ricorso sempre maggiore al lavoro precario, senza diritti senza tutele e senza garanzie, considerata l’annunciata volontà di utilizzare i giornalisti con contratto di lavoro subordinato in attività di desk e affidando l’attività di scrittura, anche in settori strategici e cruciali, a collaboratori esterni precari».

Si tratta, concludono Fnsi e Assostampa, «di un modello inaccettabile, che, qualora dovesse prendere forma, impegnerà il sindacato in ogni sede in attività di contrasto perché a essere messa in discussione è la dignità del lavoro, essenziale e imprescindibile in un settore come quello dell’informazione per assicurare prodotti editoriali di qualità e consentire alla professione di essere credibile di fronte all’opinione pubblica».

Comunicato Sgv

Il Sindacato giornalisti Veneto è al fianco e sostiene la protesta dei colleghi del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona che hanno proclamato un giorno di sciopero a seguito della presentazione a Milano del piano di ristrutturazione del “sistema dorsi”, stravolgendone identità e fisionomia. Un piano calato dall’alto senza il minimo confronto con i giornalisti.

Forte è la preoccupazione di Sgv e cdr rispetto al modello organizzativo prospettato in maniera unilaterale: senza un chiaro piano editoriale, con l’impoverimento dell’organico, la spinta sul desk, la precarizzazione, lo svilimento delle professionalità maturate dentro e fuori le redazioni a scapito della qualità dell’informazione, quest’ultima sempre più determinante per vincere la sfida della crisi del settore.

Comunicato Cdr

I giornalisti del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona, insieme ai colleghi di Trento, Bolzano, Bologna e Firenze hanno deciso di proclamare un giorno di sciopero per la giornata di oggi, sabato 19 maggio, dopo aver appreso le linee guida del nuovo piano industriale che va a stravolgere completamente il sistema dei dorsi locali. Ieri il presidente di Rcs edizioni locali, Giuseppe Ferrauto, il management e il direttore Alessandro Russello (che dall’1 giugno assumerà la direzione del Corriere di Trento, Bolzano e Bologna, oltre al Corriere del Veneto e di Verona), hanno illustrato ai Cdr riuniti i contenuti del piano, che si possono sintetizzare così: tutti i contratti a termine andranno a esaurimento e non saranno più rinnovati, con la conseguenza che l’organico complessivo dei dorsi locali, dapprima precarizzato con l’utilizzo di collaboratori assunti a termine, di fatto viene ridotto da 76 giornalisti a 67.

In questo contesto la redazione di Bolzano verrà declassata a ufficio di corrispondenza con tre soli giornalisti, quella di Verona verrà portata da sei a quattro, mentre Trento, Bologna e Firenze saranno ulteriormente ridimensionate. L’idea della direzione e dell’azienda è quella di accorpare i giornalisti considerati in eccesso in un unico desk centrale con sede a Padova che dovrà provvedere alla gestione di interi settori di tutto il gruppo dei dorsi (Veneto, Verona, Trento, Bolzano, Bologna). Oltre a ciò quattro colleghi – ancora da individuare – resteranno senza un ruolo preciso e avranno il compito di tamponare di volta in volta le esigenze di organico di tutte le redazioni coinvolte dal piano,anche muovendosi da una redazione all’altra. Il piano industriale non è stato accompagnato da un’adeguata spiegazione del progetto editoriale. Ai giornalisti a cui è stata illustrata la bozza, appare impossibile – a fronte del nuovo organico ridotto – realizzare gli stessi prodotti editoriali fin qui confezionati. Anche volendo tralasciare un ragionamento sulla qualità dell’informazione, che non sembra interessare all’azienda, in termini strettamente numerici non si vede come sia possibile mantenere l’attuale modello informativo, che i lettori del Corriere nelle tre regioni interessate hanno mostrato in questi anni di apprezzare.

Per queste ragioni, l’assemblea dei giornalisti del Corriere del Veneto proclama un giorno di sciopero e affida al cdr un ulteriore pacchetto con un secondo giorno di sciopero immediato (da farsi lunedì 21 maggio) se il direttore non chiarirà immediatamente le modalità operative e applicative del piano industriale e come si declinerà il relativo progetto editoriale.

18 maggio 2018