Coronavirus al Corriere del Veneto, il comunicato del Cdr e la solidarietà di Gazzettino e Gdv

In coronavirus, Fnsi, sgv by SGV Redazione

La notizia è di ieri, venerdì 13: tre giornalisti contagiati da coronavirus nella sede padovana del Corriere del Veneto che è stata chiusa e sanificata. Il Sindacato giornalisti Veneto (Sgv), nel rinnovare la solidarietà e il sostegno, espressi di da subito alla redazione, denunciando insieme al cdr il grave ritardo dell’intervento aziendale, conferma di rimanere al fianco dei colleghi in tutte le iniziative che riterranno intraprendere.
Di seguito il testo del comunicato del cdr pubblicato oggi, 14 marzo, sul Corriere del Veneto.

Coronavirus, tre casi positivi al Corriere del Veneto: comunicato sindacale

La pubblicazione viene comunque garantita con lo smart working

La notizia che il coronavirus ha contagiato tre colleghi della redazione centrale di Padova del Corriere del Veneto ha bussato ieri di prima mattina alla nostra porta, cogliendo totalmente impreparata una delle aziende di proprietà del presidente Urbano Cairo. Da giorni infatti, prima quando è esplosa l’epidemia, poi da lunedì, quando una collega è rimasta a casa con febbre alta, l’azienda ha colpevolmente rimandato gli interventi previsti per mettere in sicurezza la redazione e la fattura del giornale. Al contrario di quanto detto dallo stesso Cairo pubblicamente e alla faccia di un’azienda che ha più volte annunciato trionfalmente di essere tornata a un vittorioso utile, in questi anni è stata fatta soltanto una politica di riduzione dei costi, rendendo la nostra dotazione tecnologica talmente obsoleta da aver costretto a rinviare il cosiddetto lavoro agile.

Impreparazione totale

Dal principio di questa emergenza l’azienda ha dimostrato una gestione fallimentare su tutta la linea, nonostante i solleciti dei giornalisti che invitavano ad accelerare sulle misure di sicurezza. Per fare un esempio, ma ce ne sono moltissimi, i dispositivi di protezione individuale (parliamo di semplice disinfettante per le mani, perché di mascherine non ne abbiamo mai viste) sono arrivati solo ieri, mentre dei quasi mitologici computer portatili promessi mesi fa, ne stanno arrivando appena sei per 32 persone in queste ore, a redazione già evacuata. L’impreparazione dei manager di Rcs il cui apporto si riassume in disarmanti «aspettiamo», «vediamo», e il sempre classico e cinico «non è compito dell’azienda» si è definitivamente manifestata ieri mattina nella mancata presa di responsabilità da parte dell’azienda nell’ora in cui si è appreso della positività dei colleghi. Al momento infatti non sappiamo se l’azienda abbia aperto una posizione assicurativa per chi lavora da casa, non sappiamo se abbia attivato sistemi di protezione informatica per chi sta utilizzando i propri mezzi, non sappiamo chi di noi sia positivo e stia mettendo a rischio i propri familiari.

«Noi, lasciati soli»

Non solo: l’azienda non ha nemmeno potenziato il sistema di help desk lasciando alle capacità personali e al nostro unico tecnico (che ringraziamo) la soluzione dei problemi. Se oggi potete leggere il giornale è solo perché il corpo redazionale del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona (grazie anche alla disponibilità dei collaboratori) ha stabilito che in questo momento di confusione l’informazione puntuale ha un profondo valore civile e che le nostre giuste rivendicazioni sindacali potranno aspettare la fine di quella che è un’emergenza per l’intero Paese. Ieri mattina ci siamo assunti la responsabilità di caricare vecchi e ingombranti computer e ce li siamo portati a casa – chi in auto, chi a spalla perché abita in zone pedonali o nel centro storico di Venezia – provvedendo nella maggior parte dei casi ad attivarli in piena autonomia e a proprie spese. Al momento della pubblicazione siamo tutti molto preoccupati, non solo per la salute dei colleghi (non può mancare un pensiero anche ai loro familiari), ma anche perché l’azienda ci ha lasciato completamente soli. Noi non lo faremo con i nostri lettori e continueremo a scrivere e pubblicare, se ci sarà consentito, perché questi comportamenti restino agli atti della storia e non si ripetano: le persone non sono centri di spesa.

Il Cdr del Corriere del Veneto e del Corriere di Verona e i giornalisti tutti

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Il comunicato di solidarietà del Cdr del Gazzettino
Il Comitato di redazione del Gazzettino è vicino ai colleghi del Corriere del Veneto, che in questo momento sono intenti a confezionare il giornale anche con mezzi di emergenza, anche portandosi a casa  i computer della redazione. Tre colleghi (tutti pendolari)  sono risultati positivi al coronavirus e per questo motivo la Sede centrale di Padova è stata chiusa  e il giornale è uscito oggi solo ed esclusivamente grazie alla dedizione del corpo redazionale. I giornalisti costituiscono il cuore e l’anima di un quotidiano e non possono essere lasciati da soli dalle aziende che spesso considerano il corpo redazionale come un mero costo.

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Il comunicato di solidarietà del Cdr del Giornale di Vicenza
Il Cdr de Il Giornale di Vicenza esprime la propria vicinanza ai colleghi del Corriere del Veneto, in forza alla redazione di Padova. Va inoltre il plauso a tutti i giornalisti che con impegno, responsabilità e sacrificio sono riusciti a garantire l’uscita del giornale, nonostante le difficoltà che, loro malgrado, hanno dovuto affrontare.

Quanto accaduto dimostra quanto sia importante, in un contesto di emergenza sanitaria, il ruolo dell’informazione e dei giornalisti che, esposti quotidianamente al rischio, continuano a raccontare in prima persona questa situazione drammatica.

Ai colleghi risultati positivi va l’augurio di pronta guarigione.

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