A Verona con Berizzi, Fnsi, sindacato veneto e trentino e Articolo 21. Giulietti: “Siamo e stiamo dalla parte della Costituzione”

In Fnsi by SGV Redazione

Non sono bastate nella sala comunale Lucchi a Verona le sedie per accogliere le centinaia di persone che, venerdì sera, hanno partecipato all’incontro con Paolo Berizzi, per la presentazione del suo libro Nazitalia, documentata inchiesta sulle formazioni neofasciste nel Paese. In platea pure una delegazione di Fnsi e Articolo 21, guidata dal presidente Giuseppe Giulietti, affiancato da Nicola Chiarini e Roberto Rinaldi, in rappresentanza rispettivamente dei sindacati dei giornalisti di Veneto e Trentino Alto Adige. Un modo per testimoniare vicinanza a Berizzi e sostegno all’iniziativa (alla quale sono intervenuti anche l’ex procuratore Guido Papalia e Carlo Verdelli, direttore responsabile di Repubblica, il quotidiano per cui Berizzi lavora), osteggiata dall’estrema destra e, in particolare dal consigliere comunale veronese di maggioranza Andrea Bacciga (già al centro delle cronache per un contestato saluto romano in aula e pure presente venerdì sera) che, per questo, aveva lanciato una petizione per chiederne lo spostamento, ritenendola provocatoria per la vicinanza della sala comunale allo stadio calcistico Bentegodi dove gioca l’Hellas Verona, il cui tifo si ritiene infiltrato da elementi organizzati neofascisti. “Siamo qui a testimoniare la vicinanza a Berizzi, come a tutti i cronisti minacciati – spiega Giulietti – Berizzi vive sotto scorta per il lavoro d’inchiesta, che lo ha portato a essere oggetto delle minacce di chi si richiama al nazifascismo. Nazismo e fascismo non sono legittime opinioni politiche, ma crimini. Non può esservi pari diritto di tribuna per fascismo e antifascismo, mafia e antimafia, legittimità e illegalità. La Costituzione parla chiaro e noi siamo dalla parte della Costituzione”. Il sindacato dei giornalisti, dunque, procede con convinzione sulla linea della scorta mediatica. “Doveroso farlo – rimarca Giulietti – chi pensa di mettere a tacere con minacce fisiche o querele bavaglio il diritto/dovere di cronaca, deve sapere che non troverà spazi. Il lavoro dei giornalisti minacciati è e verrà sempre illuminato e ripreso da colleghe e colleghi”.