Lorusso e Giulietti rieletti ai vertici Fnsi: appello per dare centralità al lavoro

In Fnsi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

“Serve un confronto serio, aperto, anche acceso, col Governo sul lavoro, purché non sia una passerella che intenda delegittimare gli interlocutori. Faremo fronte comune con le altre forze sindacali per portare al centro del dibattito nel Paese il lavoro, la sua qualità, la sua dignità, la sua stabilità”. Questa la priorità in agenda annunciata da Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti nell’immediatezza della loro riconferma ai vertici della Federazione nazionale della Stampa (Fnsi), il primo come segretario generale e il secondo come presidente: entrambi acclamati al primo scrutinio e con un larghissimo consenso, Lorusso con 243 voti su 308, Giulietti – nell’ambito del rinnovato Consiglio nazionale (Cn) con 91 voti su 110.

Una rielezione, sostenuta con convinzione dalla delegazione del Sindacato giornalisti Veneto (Sgv) di cui Giulietti è parte, è arrivata al termine dei lavori del 28° congresso della Fnsi, celebrato a Levico Terme da martedì 12 a giovedì 14 febbraio scorsi.

In Cn il Veneto è rappresentato, in quota Professionali, da Monica Andolfatto (segretaria regionale e cronista di nera del Gazzettino), Alessio Antonini (vice caposervizio e cronista del Corriere del Veneto e componente del comitato di redazione), e Alessandra Vaccari (vice caposervizio e cronista di nera de L’Arena di Verona e componente del comitato di redazione) affiancati, in quota Collaboratori, da Efrem Tassinato (giornalista specializzato in temi ambientali e responsabile della segreteria nazionale Unaga).

“Il progetto di Controcorrente, nel quale Sgv ha creduto fin dall’inizio – afferma Andolfatto – è risultato vincente proponendo un modello inclusivo che privilegia la squadra, la condivisione, il confronto dialettico e costruttivo rispettoso delle specificità, rigettando la logica delle poltrone, dei personalismi, dei localismi. Ora si tratta di cominciare a lavorare tutti insieme, facendo tesoro anche del dissenso, per mettere in campo strategie concrete in grado di rilanciare e valorizzare la professione e il settore, con un’informazione di qualità, libera e indipendente, lontana dal linguaggio d’odio e al riparo dalle querele bavaglio, sempre dalla parte dei cronisti minacciati. Azione che deve essere una priorità per tutti gli enti di categoria perché siano con unità ed efficacia a fianco delle colleghe e dei colleghi, fuori e dentro le redazioni”.