ACCESSO DEI FOTOREPORTER ALLE GARE DELLA SERIE A, FNSI E CNOG: «DISCUTIBILE IL NUOVO REGOLAMENTO»

In Fnsi, Ordine Giornalisti, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Con l’imposizione di procedure inaccettabili, la Lega calcio «si assegna poteri che non le competono, a cominciare dalla verifica dell’effettivo esercizio della professione». «Tale attività di verifica è disciplinata dalla legge e spetta unicamente all’Ordine professionale», rilevano i rappresentanti dei giornalisti.

«Il Regolamento per l’accesso dei fotografi alle competizioni ufficiali della Lega Serie A, appena pubblicato e valido nella stagione in corso, contiene profili di palese illegittimità e inammissibilità. Soprattutto nella parte in cui disciplina l’accredito dei fotoreporter freelance, la Lega Serie A, in un evidente delirio di onnipotenza, si assegna poteri che non le competono, a cominciare dalla verifica dell’effettivo esercizio della professione da parte di ciascun fotoreporter, con l’imposizione di procedure inaccettabili». Lo affermano, in una nota, l’Ordine nazionale dei giornalisti e la Federazione nazionale della Stampa Italiana.

«È grave – proseguono – che la Lega ignori, o finga di ignorare, la circostanza che tale attività di verifica è disciplinata dalla legge e spetta unicamente all’Ordine professionale. L’impressione è che, dopo che è stato negato il diritto di accedere alle immagini e ai servizi sul calcio a milioni di sportivi che non possono permettersi di sostenere i costi degli abbonamenti televisivi, adesso la Lega Serie A stia tentando di introdurre forme sempre più invasive e inaccettabili di controllo dell’attività professionale di fotoreporter iscritti all’Ordine dei giornalisti».

A ciò, concludono Fnsi e Cnog, «si aggiungano le società che gestiscono gli accrediti in modo assolutamente arbitrario, escludendo testate e giornalisti non graditi. Si tratta di comportamenti che non possono lasciare indifferenti e che richiederanno interventi nelle sedi competenti perché ad essere in gioco sono la libertà di esercitare liberamente la professione e il diritto dei cittadini ad essere informati».