Ordine, battaglia sulle elezioni per il rinnovo degli organismi: «Non ci sono ragioni valide per rinviare il voto»

In Ordine Giornalisti by SGV Redazione

Le elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Ordine dei giornalisti, sia nazionali che regionali, già scaduti, sono state fissate per il prossimo ottobre. Ma tre Ordini regionali, Campania, Lombardia, Piemonte non hanno proceduto con la convocazione chiedendo il rinvio per tutelare la salute dei colleghi che sarebbe messa a repentaglio dal rischio contagio. Al contrario gli altri 17 presidenti, tra cui il Veneto, hanno già attivato tutte le procedure previste per andare al voto: questi ultimi sono allora da considerarsi degli irresponsabili che non si curano del pericolo rappresentato dal Covid?

Eppure milioni di italiani, fra cui anche i giornalisti, sono chiamati alle urne per amministrative e referendum: significa che i tre presidenti in questione chiederanno al Governo di esonerare i giornalisti campani, lombardi e piemontesi?

Oppure che l’emergenza Covid scatta giusto una decina di giorni dopo, all’inizio di ottobre, in concomitanza con l’apertura delle urne degli Odg regionali?

Interrogativi legittimi che si rafforzano di fronte al presidente nazionale Carlo Verna, campano, che non ha ancora sollecitato, anzi, i tre “irriducibili” a consentire il regolare svolgimento delle consultazioni.

Tale atteggiamento tentennante martedì scorso ha portato alle dimissioni di 4 su 9 componenti dell’esecutivo nazionale, fra cui la vice presidente e il segretario.

 

Di seguito diamo conto del dibattito in corso, partendo dalla presa di posizione più recente, la lettera di 10 presidenti di Odg regionali, compreso Gianluca Amadori.

«Non ci sono ragioni valide per rinviare il voto»

«In un momento di grave difficoltà per l’informazione e per la nostra professione, l’Ordine nazionale dei giornalisti deve essere messo in condizioni di piena operatività con il rinnovo degli organi di rappresentanza alla scadenza prevista dalla legge. Come presidenti degli Ordini regionali dei giornalisti riteniamo che vada respinta qualunque ipotesi di slittamento di queste elezioni. Ma c’è chi punta a creare incertezza, cercando senza alcuna valida motivazione di rinviare il voto». È quanto si legge in un documento firmato dai presidenti degli Ordini regionali di Veneto, Toscana, Sardegna, Umbria, Trentino Alto Adige, Liguria, Molise, Puglia, Lazio e Valle d’Aosta e dal coordinatore dei vicepresidenti nazionali.

I presidenti degli Ordini regionali dei giornalisti «ritengono – proseguono Gianluca Amadori, Carlo Bartoli, Francesco Birocchi, Roberto Conticelli, Bruno Fracasso, Mauro Keller, Filippo Paganini, Pina Petta, Piero Ricci, Paola Spadari e Tiziano Trevisan – che il presidente nazionale Carlo Verna debba assumere iniziative efficaci, cosa che avrebbe dovuto aver già fatto, per spingere i tre presidenti di Ordini regionali che si stanno opponendo al rispetto della scadenza a dare corso alle procedure per lo svolgimento delle elezioni. Elezioni che lo stesso Verna aveva convocato nei termini previsti dalla legge e che segnano la fine del suo mandato triennale».

Diciassette presidenti, aggiungono i firmatari, «hanno deciso di rispettare la legge convocando regolarmente le elezioni. Il rispetto della legge istitutiva dell’Ordine, la scrupolosa osservanza delle regole della democrazia non sono valori negoziabili, tanto più se il rischio è un indebito prolungamento della permanenza negli organi di rappresentanza. Una situazione che costituirebbe una anomalia nel vasto panorama degli ordini professionali. Per mesi, per senso di responsabilità, abbiamo fatto fronte in silenzio a questa incresciosa situazione, ma anche l’ultima decisione assunta – una diffida rivolta al Ministero vigilante – non va nella direzione della chiarezza e dell’assunzione di responsabilità da parte del presidente di fronte agli iscritti. Per questi motivi – concludono – comprendiamo le ragioni dei quattro componenti dell’Esecutivo, tra cui la vicepresidente e il segretario nazionale, che si sono dimessi in dissenso con il presidente nazionale. A loro va la nostra solidarietà».

 

La presa di posizione di ControCorrente nazionale, componente di maggioranza Casagit, Inpgi, Fnsi, cui aderisce Sgv

«I giornalisti italiani hanno diritto di votare, l’Ordine non può negare le elezioni»

Secondo qualcuno in Italia possono votare tutti, ma non i giornalisti. Anzi, a dire il vero, anche  i giornalisti potranno votare per il rinnovo delle cariche dell’Ordine nazionale e degli ordini regionali ma solo quando farà comodo ai presidenti dei tre ordini regionali (Campania, Lombardia e Piemonte) che, scommettendo sulla ripresa della pandemia per prolungare sine die il loro incarico, non hanno ancora convocato le elezioni nei loro territori. E non lo hanno fatto giocando di sponda con il presidente nazionale Carlo Verna (appoggiato solo da una parte dell’esecutivo), che non ha voluto assumere iniziative efficaci per garantire la regolare vita democratica dell’Ordine. Comportamenti che si commentano da soli. Mancanza di trasparenza e democrazia che sono sotto gli occhi di tutti, tanto più che altri 17 presidenti di ordini regionali, rispettando la legge, hanno regolarmente convocato le elezioni.

#ControCorrente nazionale è al fianco dei colleghi dell’esecutivo dell’Ordine nazionale – Elisabetta Cosci, Guido d’Ubaldo, Andrea Ferro e Nadia Monetti che, con coerenza e responsabilità, mercoledì si sono dimessi in aperto dissenso con il tentativo del presidente Verna di scaricare sul ministero di Grazia e Giustizia una situazione che non è stato in grado di governare.

Ed è al fianco dei 17 presidenti regionali, dei consiglieri regionali e nazionali, che si sono schierati dalla parte della legge e che hanno deciso, senza deliranti calcoli di bottega, di dare alla categoria la possibilità di esprimersi alle urne.

 

Il documento presentato dai 4 dimissionari

«Inaccettabili manovre per impedire le elezioni»

«La decisione, votata a stretta maggioranza, di chiedere nuovamente al ministero della Giustizia una valutazione sull’opportunità del rispetto delle scadenze di fronte all’opposizione manifestata da soli tre ordini regionali su venti rappresenta un atto di inerzia e di indecisionismo non giustificabile», spiegano Elisabetta Cosci, Guido D’Ubaldo, Nadia Monetti e Andrea Ferro.

«Il rispetto della legalità è la prerogativa di un ente pubblico. Non dare seguito in maniera ferma all’adempimento delle scadenze elettorali ci impone l’obbligo e la responsabilità di assumere una decisione sofferta ma ineludibile nei confronti dei colleghi e dei principi democratici propri di un organo di rappresentanza». Lo scrivono Elisabetta Cosci, Guido D’Ubaldo, Nadia Monetti e Andrea Ferro nella lettera con cui comunicano al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, le dimissioni dal Comitato esecutivo del Consiglio nazionale.
«La decisione – spiegano – votata a stretta maggioranza, martedì 9 settembre dall’esecutivo, di chiedere nuovamente al ministero della Giustizia una valutazione sull’opportunità del rispetto delle scadenze di fronte all’opposizione manifestata da soli tre ordini regionali su venti, rappresenta un atto di inerzia e di indecisionismo non giustificabile».
Per questo motivo la vicepresidente Elisabetta Cosci, il segretario Guido D’Ubaldo, i consiglieri Nadia Monetti e Andrea Ferro hanno rassegnato le dimissioni da componenti del Comitato Esecutivo.

 

La replica del presidente nazionale Verna

«Il rispetto della legalità è priorità assoluta»

«Il rispetto della legalità è priorità assoluta del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e passa attraverso atti di doverosa interlocuzione istituzionale piuttosto che di apodittiche prese di posizione di minoranza. Sorprende non poco, anche dal punto di vista giornalistico, la ricostruzione degli ex vice presidente e segretario nonché di due membri dell’esecutivo secondo cui sarebbe stato approvato a maggioranza un documento da me proposto. Era invece una diffida predisposta da uno studio di diritto amministrativo di primaria importanza, scelto insieme all’allora segretario, cui per aderire a richieste dei dimissionari erano state apportate, previo consenso del professionista firmatario dell’atto, modifiche che non ne alteravano il senso giuridico. Inserito anche un passaggio suggerito da uno dei coordinatori dei presidenti regionali.

Lo sforzo sta sempre nel comprendere le ragioni altrui, i dimissionari erano convinti solo delle loro. Noi vogliamo, invece, tenere insieme la democrazia  (che riguarda anche quel 40 per cento circa di colleghi allo stato esclusi dal voto) le cui regole vanno non imposte, ma interpretate nelle sedi istituzionali preposte, tutela della salute e, nel caso specifico, tutela anche delle minoranze linguistiche, come la legge giustamente prevede per il nostro ordine professionale».

 

Dichiarazione di Carlo Verna, presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, in replica alla lettera di dimissioni di ieri di quattro esponenti del Comitato esecutivo del Cnog.

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