Buoni pasto elettronici: le regole in vigore

In Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Con il Decreto n. 122 del 7 giugno 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha regolamentato la materia dei servizi sostitutivi di mensa, dettando una apposita disciplina per i buoni pasto in formato elettronico.

Tra le misure più importanti, troviamo l’introduzione della possibilità del cumulo fino a un massimo di n° 8 ticket, da utilizzare nei supermercati e in altri esercizi convenzionati, così come espressamente previsto all’art. 3 del citato Decreto.

Inoltre – già con la legge finanziaria del 2015 – era stato disposto l’aumento del limite di esenzione fiscale e previdenziale dei ticket elettronici ai lavoratori dipendenti. Tale limite – a far data dal 01/07/2015 – è salito da 5,29 a 7 euro per ciascun buono elettronico emesso su base giornaliera. Mentre, non ha subito alcuna variazione il limite di deducibilità dei buoni pasto cartacei, rimasto quindi a 5,29 euro. Ciò comporta che se i buoni pasto non superano i limiti sopra indicati non sono soggetti a tassazione e contribuzione previdenziale, mentre, ove tale soglia venisse superata, la parte eccedente, diventerebbe soggetta a trattenuta fiscale ed a contribuzione Inpgi.

I buoni pasto elettronici hanno il vantaggio di essere accreditati direttamente su un’apposita carta magnetica (simile ad un bancomat o a una carta di credito), contenente tutti i dati del dipendente, del datore di lavoro e della Società di emissione. Attraverso questa card il titolare può fruire del servizio sostitutivo di mensa, presso gli esercizi convenzionati con il circuito della Società che ha emesso i buoni pasto.

Per i lavoratori il passaggio dal buono cartaceo alla card porta, quindi, oltre al vantaggio fiscale sopra descritto anche la riduzione della possibilità di furto/smarrimento e di utilizzo da parte di soggetti privi di titolarità.

I buoni – ex art. 4, lettera d) del Decreto di cui sopra – non sono né cedibili ad altra persona differente dal titolare, né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili esclusivamente per l’intero valore e non danno pertanto diritto a resto.