Cinque licenziamenti al Gazzettino, assemblea dei giornalisti in strada

In CDR, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

 

Nella sede di via Torino a Mestre, hanno lavorato fino all’altro ieri. Per 29, 30, 32 anni. Mai nessuna contestazione mai nessun procedimento. Ma quella stessa azienda che hanno contribuito a far crescere ha negato loro l’ingresso per partecipare all’assemblea dei giornalisti del Gazzettino, convocata all’indomani della notizia choc del licenziamento di tutti loro, i cinque proti del Centro stampa veneto società alla quale, all’interno del Gruppo Caltagirone, viene affidata la stampa del quotidiano. Formalmente Marco, Giovanni, Lorenzo e i due Germano sono stati sospesi con effetto immediato dal 2 maggio all’indomani della Festa dei lavoratori, con contestuale avvio della procedura prevista dalla legge 223 sui licenziamenti collettivi. Avvisati al mattino nello stesso giorno in cui al pomeriggio erano convinti di recarsi come sempre a prendere servizio. Hanno chiesto ai giornalisti di poter dar loro un semplice saluto visto che sono stati impossibilitati, e non certo per loro volontà, a farlo.

“Ci hanno sbattuto fuori senza pietà, eravamo all’oscuro di tutto. Quando ci hanno chiamato per anticiparci la raccomandata, mai e poi mai avremmo pensato che ci avrebbero licenziato. Abbiamo tutti 50, 51, 52 anni, figli piccoli e abbiamo sempre lavorato con senso del dovere e lealtà. E guardate come ci hanno ripagato! Nessuna alternativa, nessun margine di trattativa, nessuna possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. Questo non è più il Gazzettino che ci ha assunto e in cui siamo cresciuti umanamente e professionalmente”. E’ la sintesi degli interventi fatti con la voce rotta dall’emozione e con gli occhi lucidi.

E’ lo stile Caltagirone bellezza! Licenziare il 1. Maggio.

I rappresentanti sindacali di categoria, che hanno accompagnato i proti, hanno espresso la loro preoccupazione per l’immediato futuro sulla tenuta occupazionale del Centro stampa veneto che appena lo scorso 31 dicembre ha chiuso uno stato di crisi di due anni durissimo con prepensionamenti e forte riduzione dell’orario di lavoro per contenere il numero degli esuberi dichiarati. Anche loro hanno affermato che la decisione aziendale di eliminare l’intero settore di prestampa, accentrando il servizio a Roma, è stato un fulmine a ciel sereno che ha colto tutti di sorpresa e che ha creato un forte allarme all’interno del Csv.

I giornalisti hanno ribadito piena solidarietà e adesione, per quanto di competenza, alle iniziative di lotta che verranno decise da qui in avanti, confermando lo stato di agitazione dichiarato l’altro ieri.

 

 

 

Cinque licenziamenti al Gazzettino,

stato di agitazione di poligrafici e giornalisti

4 maggio 2019

Altri cinque licenziamenti al Gazzettino. Si tratta di tutti i “proti”, addetti al servizio di prestampa in forza al Centro Stampa Veneto.

Cinque lavoratori che, al rientro dalla festività del 1. Maggio e senza la minima avvisaglia, sono stati informati che potevano starsene a casa il giorno stesso perché l’azienda del Gruppo Caltagirone ha deciso di accentrare a Roma le loro mansioni.

Cinque padri di famiglia che, chi più chi meno, da una trentina d’anni hanno contribuito alla crescita della testata, sopportando al pari degli altri i tagli e i sacrifici praticati dalla direzione di fronte alla crisi ma in un’ottica di mero contenimento dei costi senza un progetto concreto e reale di rilancio.

Cinque persone che sono state trattate – e purtroppo al Gazzettino il copione si ripete – come degli oggetti inutili di cui disfarsi il più in fretta possibile.

Poligrafici e giornalisti hanno immediatamente dichiarato lo stato di agitazione e il cdr ha convocato per lunedì prossimo 6 maggio alle 10.30 in sede a Mestre un’assemblea straordinaria.

Il Sindacato giornalisti Veneto, nel deplorare le modalità e la sostanza dei licenziamenti, assicura fin d’ora insieme alla vicinanza ai cinque lavoratori   il pieno supporto a tutte le iniziative di lotta

Preoccupa, scrive il cdr nel comunicato alla redazione, “un’operazione, che al pari della soppressione della figura dell’amministratore delegato, sposta sempre più nella capitale la governance del giornale, con il rischio nemmeno così remoto di minare ancor più di quanto fatto fino ad adesso, l’identità territoriale, culturale, storica, sociale, economica del quotidiano del Nordest”. Ed, esprimendo solidarietà ai cinque colleghi che hanno perso il posto di lavoro, sottolinea come il loro licenziamento sia “un ennesimo impoverimento culturale e professionale che svuota l’azienda di competenze e capacità importanti e che si inserisce in quella marcia di smantellamento sistematico del Gazzettino avviata il 14 agosto del 2014 con l’apertura dello stato di crisi e la riduzione progressiva del solo organico giornalistico di una trentina di unità, senza contare quelle eliminate in maniera traumatica nel comparto amministrativo e gli altri prepensionamenti”.

Duro anche il comunicato dei sindacati di categoria: “Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ritengono inaccettabile il licenziamento di ulteriori 5 dipendenti della Centro Stampa Veneto che lavorano nel settore prestampa del Gazzettino.
È l’ennesima procedura di licenziamento messa in atto dal gruppo Caltagirone negli ultimi anni. A nulla sono serviti i sacrifici dei lavoratori in termini economici ai quali sono stati sottoposti per mantenersi il posto di lavoro a conclusione a dicembre 2018 di 2 anni di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
Siamo nel 2019, e Caltagirone senza un minimo di preavviso ai lavoratori e alle Organizzazioni Sindacali toglie il lavoro a 5 padri di famiglia, ed avvia il percorso previsto per i licenziamenti collettivi, diversamente dal Responsabile del Reparto al quale è stato proposto un percorso alternativo consentendogli di mantenere il posto di lavoro.
Veniamo ai fatti, ai 5 ignari lavoratori rientrati in servizio dopo la festività del primo maggio, il responsabile del personale ha consegnato loro una lettera di sospensione immediata dal lavoro in attesa dell’esito delle procedure previste dalla legge 223/91 inerente ai licenziamenti collettivi.
Quanto avvenuto è gravissimo, riteniamo doveroso e necessario che si attivino da subito tutte le iniziative possibili per evitare un nuovo doloroso taglio al personale del Centro Stampa Veneto. Nel contempo va, una volta di più, segnalato al Governo e alla Regione Veneto, l’ennesima grave situazione venutasi a creare nel Paese perché ne prendano atto ma soprattutto attivino strumenti che consentano ad imprese e lavoratori atti a gestire le ormai innumerevoli situazioni come questa che colpiscono continuamente il settore poligrafico ed equivalenti.
Evidenziamo che si tratta per la maggior parte di lavoratori che superano i 50 anni e che difficilmente troveranno una nuova collocazione in altre aziende, serve un intervento urgente che tenga conto di questa grave situazione che sicuramente peggiorerà giorno dopo giorno prospettando ancora ingenti situazioni analoghe”.