Giancarlo Bo, il giornalismo come testimonianza e impegno civile

In Fnsi, Inpgi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

“Il giornalista deve sempre essere testimone senza essere mai protagonista”: lo si legge nella targa con cui il Sindacato giornalisti Veneto, trovando l’adesione dell’Ordine, ha intitolato il salone della sede di Palazzo Turlona a Venezia a Giancarlo Bo, a un mese dalla sua scomparsa.
Un gesto concreto per ringraziare un collega e un amico che è stato e resterà riferimento per tutti, non solo dal punto di vista professionale ma anche umano, il quale si è speso in maniera generosa e del tutto gratuita per l’intera categoria.
Una lunga carriera la sua, che lo ha visto giovane cronista al Gazzettino, negli anni del dopoguerra, quindi la parentesi al Corriere della Sera, per poi approdare alla Rai di Venezia, dove ha lavorato per 28 anni, gli ultimi nove come responsabile della redazione del Tgr Veneto, fino al 1991. Una volta in pensione Bo si è messo al servizio dei colleghi, in particolare nel Sindacato e nell’Inpgi, trasmettendo e praticando il senso di una genuina appartenenza alla grande comunità dei giornalisti.
Presenti alla cerimonia i due figli di Bo, Patrizio e Alberto, e i suoi tre amatissimi nipoti. Insieme a tanti che con Bo hanno condiviso un pezzo di strada professionale e di vita. A partire da Gabriele Cescutti, Orazio Carrubba, Delfo Utimpergher , Duilio Stigher, Roberto Reale e Giuseppe Giulietti, quest’ultimo attuale presidente della Fnsi.
In tutti gli interventi è uscito il profilo di un uomo e di un giornalista dalla profonda intelligenza e dall’innata umiltà, rispettoso degli altri e della verità, convinto che la parola scritta o parlata va sempre utilizzata per conoscere, mai per offendere, umiliare o mistificare, come ha sottolineato Giulietti. Un uomo e un giornalista molto attento alle trasformazioni sociali, capace di vivere il suo tempo e quello degli altri, soprattutto dei giovani ai quali si rivolgeva con curiosità e altruismo.
Mentre Reale ha ricordato la forte visione etica, quasi kantiana, che Bo aveva del lavoro, un senso del dovere concreto che gli ha permesso di far fronte civilmente e responsabilmente a un’informazione in cui il quotidiano si confrontava con i delitti delle Brigate rosse, l’eversione nera, le lotte sindacali di Porto Marghera, gli omicidi di Ludwig, l’anonima sequestri, i morti uccisi dalla Mala del Brenta.
“Ci mancherai Giancarlo”  lo hanno detto la segretaria di Sgv Monica Andolfatto e il presidente dell’Ordine, Gianluca Amadori. E lo ha scritto anche la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni – Bo è stato fiduciario per il Veneto oltre vent’anni – la quale ha inviato un personale ricordo di Giancarlo.
Nella foto i figli e i nipoti di Giancarlo Bo
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Commemorazione di Giancarlo Bo e direttivo a Venezia

Pubblicato il: 7 Feb, 2018 @ 18:15

 

Il prossimo 16 febbraio, venerdì, nella sede del Sindacato in campo San Polo a Venezia si terrà, il direttivo regionale, alle 10 in prima convocazione, alle 10.30 in seconda. I lavori si apriranno con la commemorazione, a un mese dalla scomparsa, del collega e amico Giancarlo Bo, punto di riferimento stabile per generazioni di giornalisti, interprete generoso, serio, lucido, onesto della professione e del costante impegno al servizio della categoria, in particolare nel Sindacato e nell’Inpgi.

Per ringraziarlo e onorarlo il Sindacato giornalisti Veneto ha deciso di intitolargli il salone di pertinenza della sede di Palazzo Turlona. Alla cerimonia saranno presenti i figli e, fra gli altri, anche il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, che con Bo ha lavorato.

Nella sua lunga carriera professionale, che lo ha visto al Gazzettino e al Corriere della Sera, Bo ha lavorato per 28 anni alla Rai del Veneto, gli ultimi nove, fino al pensionamento nel 1991, con il ruolo di caporedattore. Erano gli anni dell’immediato dopo guerra, dell’alluvione del Polesine prima e di Venezia dopo, del disastro del Vajont, del terrorismo, delle lotte sindacali al Petrolchimico di Marghera, del primo trapianto di cuore del professor Gallucci a Padova.

Bo non era solo il decano dei giornalisti veneti, bensì un raro esempio di uomo e professionista che non ha mai abdicato alla ricerca della verità dei fatti quale testimone il più possibile obiettivo del suo tempo, con lo sguardo schietto e curioso a indagare il presente per interpretare il futuro, senza tentazioni apologetiche di un passato che era giusto ricordare ma non rimpiangere.

Sabato 17 febbraio la famiglia di Giancarlo ha fissato una messa di suffragio alle 10.30 nella Chiesa di San Zulian a Venezia  (alle Mercerie vicino a San Marco)

Come al solito le riunioni del direttivo regionale del Sindacato giornalisti Veneto sono aperte a tutti quanti vogliano parteciparvi