Giornalismo veneto sotto choc: è morto Roberto Luciani

In Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Una notizia che ha squarciato la calma estiva e soprattutto il cuore. Il cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscere Roberto Luciani, Bob, un collega appassionato e scrupoloso, un amico generoso, e soprattutto un uomo, un uomo buono.

Bob si è spento ieri mattina all’ospedale di Vicenza. Il Sindacato giornalisti Veneto si stringe alla famiglia cui rivolge le più sentite condoglianze.

Il funerale di Roberto sarà celebrato mercoledì 21 agosto alle 10.45 nella chiesa si San Pio X in via Calvi a Vicenza.

Di seguito la nota pubblicata oggi sul Giornale di Vicenza: un bel ritratto di Luciani, in servizio all’ufficio stampa della Provincia di Vicenza, che ha iniziato il mestiere al Gazzettino e che ora collaborava con il quotidiano berico: un bel ritratto in cui traspare tutta la fatica e la sofferenza nel dover dare addio a una persona speciale come Luciani.

“Aveva compiuto gli anni sei giorni fa. Gli avevamo mandato gli auguri sul cellulare. Eravamo in ansia da tempo per la sua salute. Ci aveva fatto sapere di aver letto, ringraziava tutti, non abbiamo però potuto salutarlo l’ultima volta, scambiando un “cinque”, rispondendo con una battuta alla sua ironia. Nonostante le cure, è mancato ieri mattina all’ospedale San Bortolo Roberto Luciani, 57 anni, giornalista pubblicista in servizio all’Ufficio stampa della Provincia di Vicenza e collaboratore del nostro Giornale. Una nebbia di tristezza ha avvolto ieri la redazione, che Roberto frequentava dal 2007 da corrispondente sui campi sportivi e poi anche in cronaca, su temi non istituzionali, raccontando quelle storie di vita e quegli angoli di città che gli piacevano tanto.Nato a Loreto Aprutino, Pescara, era diventato vicentino già da bambino, col trasferimento della famiglia in Veneto nel 1972. L’Abruzzo gli era rimasto nel dna e in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009 aveva sostenuto alcune attività di soccorso, specie nelle zone dove aveva parenti. Abitava nel quartiere di San Pio X, dove a lungo si è impegnato anche da allenatore nella promozione del calcio tra i ragazzi. Nel 1982 si era diplomato al liceo classico Pigafetta, “liberato” dal peso degli studi con un esame sostenuto indossando la maglia della Nazionale che aveva vinto il giorno prima i Mondiali. E’ uno dei tanti episodi di simpatia che costellano una vita condotta all’insegna delle passioni: quella politica, quella sportiva, quella per il giornalismo. Giubbotto nero, maglia biancazzurra della Lazio, poi anche la giacca quando nel 1998 era diventato segretario personale di Manuela Dal Lago, presidente della Provincia di Vicenza dal 1997 al 2007. Prima di entrare nelle sale dell’ente, aveva collaborato in ambito sportivo con il quotidiano Il Gazzettino dal 1992 alla metà del 2007, e per qualche periodo anche con la Tv Antenna Tre, nella sede vicentina.Divenuto pubblicista nel marzo 1994, aveva investito ogni energia nel giornalismo con una cifra personale sempre verace, dentro le notizie, che gli piaceva raccontare dalla strada, in mezzo alla gente. Nel 2000, col concorso pubblico, era entrato a pieno titolo nell’ufficio stampa della Provincia insieme ad Elena Pellizzari, che ne divenne responsabile, e qui ha lavorato fino a metà luglio. Era un vulcano di idee e di gesti generosi: si era speso nelle partite del cuore di Vicenza Press, ad ogni vittoria importante della sua Lazio accendeva un brindisi con noi del GdV, ma esultava anche con i biancorossi al Menti. Nel 2013 era arrivato secondo al Premio giornalistico Rizzi riservato ad articoli che valorizzino il Veneto, ma era stato finalista e segnalato con menzione speciale anche nel 2011 e poi nel 2018.Un diluvio di messaggi ieri è confluito sui social come un fiume in piena, perché dovunque transitava Roberto sapeva spargere intelligente buonumore e altruismo a piene mani, a volte anche dimenticando se stesso. Lascia nel dolore la mamma, un fratello e una sorella – cui il GdV porge le più sentite condoglianze – e alcuni nipoti che seguiva costantemente da zio affettuoso. Lascia un vuoto tra noi che siamo stati per una decina d’anni la sua seconda famiglia e lascia quei lettori che hanno apprezzato il suo impegno in un mestiere che attraverso le notizie rivela il carattere, lo stile, la ricchezza di una persona. E “Bob” in questo resta inimitabile”.