Con Libera, la buona informazione contro l’illegalità

In Formazione, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

C’erano anche i giornalisti nel corteo dei 50mila che a Padova hanno aderito alla XXIV Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera e da Avviso Pubblico. Hanno sfilato, insieme al presidente Giuseppe Giulietti,  con lo striscione della Fnsi per ricordare che la buona informazione indipendente e autonoma è un patrimonio comune e come tale va difeso da qualsiasi bavaglio, si chiami lavoro precario, minacce, aggressioni, querele temerarie.

Nel pomeriggio, un momento formativo, sempre proposto da Libera, nell’ambito degli otto seminari di approfondimento previsti a corollario della manifestazione.

In un Centro Altinate gremito si è discusso su “Le mafie nel Triveneto, dal passaggio al radicamento” e del ruolo dell’informazione sul fronte della lotta all’illegalità.

L’iniziativa è stata introdotta da Lorenzo Frigerio, coordinatore di Libera Informazione, che ha sottolineato come il lavoro giornalistico sia un prezioso strumento di sorveglianza democratica. “Non dobbiamo sostituirci a magistratura e forze dell’ordine – ha premesso – ma rafforzare un ruolo di prevenzione”. Tema su cui si è innestato pure il saluto di Guido D’Ubaldo, segretario nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che ha marcato la stretta unità con la Fnsi, anche su questo terreno. “Abbiamo scelto insieme la strada della scorta mediatica – ha sottolineato – affiancando i colleghi minacciati costituendoci parte civile, ponendo l’urgenza di una legge contro le querele bavaglio, supportando i 19 giornalisti oggi sotto scorta in Italia”.

Molti tra questi colleghi hanno illuminato vicende di criminalità organizzata, questione particolarmente avvertita in Veneto, soprattutto dopo le incisive indagini della Direzione distrettuale antimafia coordinate dal Procuratore di Venezia, Bruno Cherchi. “Nel nostro territorio – ha spiegato – le mafie si pongono in maniera quasi silente, cercando principalmente di riciclare i proventi di estorsioni, spaccio e altri reati, magari mettendosi a disposizione di piccole e medie imprese in difficoltà, aprendosi così varchi di penetrazione e radicamento”. Vicende raccontate nei pezzi di cronisti come Monica Andolfatto e Luana De Francisco. Andolfatto, oltre a essere segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto, lavora al Gazzettino ed è stata oggetto di minacce da parte dei presunti boss del Veneto Orientale, emerse dalle indagini sulla presenza della camorra, culminate in ben 50 misure di custodia cautelare, una delle quali a carico del sindaco di Eraclea per voto di scambio. “Non ho fatto inchieste, ma un lavoro quotidiano di cronaca – ha spiegato – cercando di collegare i nessi tra reati spia, fatti e persone. Questo è un accendere i riflettori sulle zone oscure. Un lavoro delicato, spesso reso più difficile da precarietà e querele temerarie”.

Lettura consonante con quella di De Francisco, giornalista del quotidiano friulano Messaggero Veneto e coautrice del libro “Mafie a Nordest” con Ugo Dinello e Giampiero Rossi. “La nostra è un’opera di sintesi e collegamento – ha spiegato – la sensazione è che nel Triveneto spesso le cose possano esserci passate sotto il naso, ma il lavoro d’inchiesta ha fatto innalzare l’attenzione. Preziosa l’opera degli investigatori, che avrebbero necessità di maggiori organici”. Il tema della percezione nelle comunità emerge pure nella riflessione di Antonio Vesco. “Va superata la retorica della malattia nel corpo sano – ha sostenuto il sociologo dell’università di Torino – i mafiosi sono esseri umani che si muovono come imprenditori e, dunque, entrano nella nostra quotidianità, sfruttando varchi nell’economia, debolezze nel sistema del credito, inquinando le dinamiche del lavoro, trovando ascolto in contesti di apparente normalità. Per questo è importante un impegno collettivo, preventivo e culturale”.

 

Contro il precariato, i tagli e i bavagli: Fnsi in corteo a Padova con Libera

La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) parteciperà al corteo per la Giornata della memoria delle vittime delle mafie, organizzato a Padova per domani, 21 marzo 2019, da Libera e Avviso Pubblico. La delegazione del sindacato unitario dei giornalisti, formata da rappresentanti del Sindacato giornalisti del Veneto, del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e della Liguria, esponenti dell’Ordine, e con i tanti colleghi che hanno assicurato la loro presenza, partirà alle 9.30 da piazzale Boschetti.

Per la Fnsi è l’occasione per ribadire, ancora una volta, la vicinanza a Libera e Avviso Pubblico, nel richiamo forte alla Costituzione antifascista e antirazzista, nella determinazione a difendere la legittimità democratica contro la criminalità organizzata e l’illegalità, nel riaffermare la centralità del lavoro regolare e dei diritti sociali collettivi come presupposto irrinunciabile di una società civile e responsabile.

Diritti che per i giornalisti partono anche dalla ferma battaglia contro il precariato, le querele bavaglio (per cui è più che mai necessaria la calendarizzazione parlamentare in tempi brevi di una norma efficace) e le minacce, tutte armi di pressione indebite e pesantissime per una informazione libera e pluralistica, patrimonio comune e bene pubblico. La democrazia è trasparenza e, per questo, è fondamentale schierarsi sia con i cronisti minacciati che chiedere verità e giustizia per chi, come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin 25 anni fa esatti, è stato ammazzato nell’esercizio della professione, cercando di fare luce nella fattispecie su traffici illegali non solo di rifiuti tra l’Italia e la Somalia.

La Fnsi in corteo chiederà che non sia archiviata la ricerca dei responsabili e dei mandanti non solo dell’uccisione di Alpi e Hrovatin, ma anche di tutte le vittime in attesa di giustizia, perché non se ne perda la memoria e nessuno sia condannato all’oblio. Al fianco di don Luigi Ciotti e di quanti ne condividono il percorso.

Pubblicato il:  20 Mar, 2019

 

Il 21 marzo tutti a Padova con Libera. Corso sulle Mafie nel Triveneto, 4 crediti

Dalla parte della legalità, contro le mafie, contro i bavagli, contro le minacce, perché l’informazione libera è un bene comune e un patrimonio di tutti.

Ci saranno anche i giornalisti a Padova, giovedì prossimo, 21 marzo per far sentire vicinanza e militanza a don Luigi Ciotti e a Libera condividendone ideali e sforzi per sconfiggere criminalità organizzata, corruzione, diseguaglianze, povertà.

Serve partecipare e in tanti alla XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno che, ogni 21 marzo, ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie.

E per i giornalisti è anche un’occasione di formazione: fra gli otto seminari tematici, in calendario, “Le mafie nel Triveneto, dal passaggio al radicamento” dà la possibilità di ottenere 4 crediti formativi, iscrivendosi sulla piattaforma Sigef

L’evento viene ospitato dalle 14.30 alle 17 nell’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71, Padova e sarà introdotto e moderato da Lorenzo Frigerio, coordinatore di Libera Informazione. Relatori: Bruno Cherchi, procuratore della Repubblica di Venezia, Monica Andolfatto, giornalista del Gazzettino e segretaria Sindacato giornalisti Veneto, Luana De Francisco, giornalista del Messaggero Veneto e Antonio Vesco, Larco Università di Torino, sociologo.

La giornata è promossa da Libera, Avviso Pubblico in collaborazione con la Rai – Responsabilità sociale e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

“Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale” è il tema che accompagnerà il 21 marzo, durante il quale i familiari di vittime innocenti delle mafie saranno presenti a Padova e nei tanti luoghi dove si svolgerà la manifestazione.

Durante la giornata saranno letti i circa 1.000 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere.

Il programma: ore 9, Piazzale Boschetti partenza del corteo; ore 11, Prato della Valle arrivo corteo e lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie dal palco;

ore 12, intervento finale di don Luigi Ciotti.

Pubblicato il: 18 Mar, 2019