«Piano irricevibile», Ansa in sciopero oggi e domani: Sgv al fianco dei colleghi

In CDR, coronavirus, covid-19, sgv, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

Il Sindacato giornalisti Veneto è al fianco dei colleghi dell’Ansa in sciopero, oggi venerdì 15 e domani sabato 16 maggio, all’inizio di una dura vertenza con la proprietà che chiede sacrifici alla redazione ritenuti inaccettabili.

L’amministratore delegato – come spiega Andrea Buoso, fiduciario della redazione Ansa del Veneto – aveva incontrato il cdr prospettando per la seconda metà dell’anno il ricorso agli ammortizzatori sociali (Cig, solidarietà o Cig-Covid) per 4 giorni al mese, più un taglio del budget per i collaboratori del 25%, lo smaltimento di tutte le ferie arretrate, che sarebbero l’equivalente di 600 giornate lavorative, e il blocco dei contratti di sostituzione. Questo mentre è già in corso il prepensionamento di 50 colleghi poligrafici.

Di seguito il testo del documento elaborato al termine della lunga assemblea che si è svolta ieri, in videoconferenza.

«L’assemblea dei giornalisti dell’Ansa ritiene irricevibile il piano prospettato dall’azienda per recuperare gli ipotizzati minori ricavi legati all’emergenza sanitaria Covid-19. Le misure avanzate comprometterebbero gravemente la capacità dell’ANSA di assicurare un notiziario qualitativamente e quantitativamente adeguato alle esigenze del Paese in un momento in cui il ruolo dell’informazione è quanto mai essenziale. Un indebolimento, quello prospettato, che pare ancora più inconcepibile alla luce del riconoscimento della funzione che la politica tutta e le istituzioni hanno tributato all’Ansa in questa fase drammatica del Paese, nella quale il lavoro della redazione, che ha operato in smart working in assenza di dotazioni tecnologiche adeguate, è stato unanimemente ritenuto indispensabile nella lotta alle fake news. Per l’ennesima volta l’azienda intende raggiungere il pareggio dei conti scaricando i costi sui redattori e ancor peggio sui collaboratori e sui precari dell’agenzia privati, non solo di prospettive, ma anche di una retribuzione dignitosa, con la pretesa, inoltre, di raggiungere l’obiettivo entro il 2020. Con queste premesse si ritiene impossibile qualsiasi confronto con l’azienda, confronto che sarebbe ipotizzabile solo sulla base di una prospettiva di rilancio con una conseguente riorganizzazione del lavoro.

La redazione negli ultimi 15 anni ha subito progressivi tagli di organico e sacrifici economici che hanno compromesso il futuro dell’agenzia, rendendo così palese che l’assetto proprietario, immaginato 75 anni fa per garantire al Paese una fonte di notizie imparziale e indipendente, è ormai del tutto inadeguato ai tempi. I giornalisti dell’Ansa chiedono all’azienda un piano industriale e rivolgono un appello al Governo, al Parlamento, alla società civile e a tutte le forze democratiche, con cui proseguiranno un serrato confronto, perché facciano sentire la loro voce affinché si impediscano scelte che metterebbero a rischio uno dei principali pilastri del sistema informativo nazionale.

L’assemblea dei redattori dell’Ansa indice uno sciopero di 48 ore a partire dalle 7 di venerdì 15 maggio, proclama lo stato di agitazione e invita le redazioni a riunirsi subito dopo l’assemblea per definire possibili iniziative a sostegno dell’attività sindacale.

L’assemblea affida al Cdr un pacchetto di ulteriori 10 giorni di sciopero e lo sollecita ad avviare una azione che porti all’esterno la vertenza dell’ANSA attraverso una campagna di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei nostri lettori».

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