Pierluigi Tamburrini ci ha lasciato: il cordoglio di Sgv

In Sindacato Giornalisti, Veneto, Venezia by SGV Redazione

Ha smesso di lottare all’alba di sabato, 21 settembre. A distanza di 15 mesi dall’incidente in auto che gli ha provocato traumi così gravi da non lasciargli scampo, Pierluigi Tamburrini, 45 anni, è morto all’ospedale civile di Venezia, senza mai riprendere conoscenza. Accanto a lui, giorno dopo giorno, per tutti i giorni, la moglie Martina Ferraro, che lo ha assistito con amore e dedizione senza mai arrendersi, combattendo con tutte le forze per strappare Pier a un destino troppo ingiusto e atroce da accettare. Il Sindacato giornalisti Veneto abbraccia lei e la piccola Livia che ora dovrà affrontare la vita senza il suo grande papà, il quale l’accompagnerà nel ricordo del tratto di esistenza, seppur breve, percorso insieme tenendola per mano con dolcezza e tanta innata allegria. Il rito funebre sarà celebrato sabato 28 ottobre alle 15.30 nella chiesa di San Geremia a Venezia.

 

Di seguito il ritratto di Pierluigi scritto dal collega e amico Raffaele Rosa

“Mi chiamo Pierluigi Tamburrini, sono il marito di Martina, dal 2011 papà di Livia. La mia biografia potrebbe chiudersi qui. Basta un rigo per i miei valori e dati essenziali. Tutto il resto è funzione o proiezione di questo nucleo primario. Ne è funzione il lavoro e la professionalità. Ne è proiezione la mia visione del mondo”.

Si descriveva così nel suo ‘curriculum vitae’ Pierluigi Tamburrini. Giornalista professionista, 45 anni, nato ad Atina, in provincia di Frosinone, già addetto stampa del Comune di San Donà e della ex Provincia di Venezia, collaboratore per alcune testate locali. “Pier”, come tanti lo chiamavano, il 9 giugno del 2018 era rimasto coinvolto in un terribile incidente stradale. Era la notte tra venerdì e sabato, e il giornalista veneziano di origini ciociare, stava rientrando dopo la chiusura della campagna elettorale a favore di Andrea Cereser, sindaco di San Donà che si ricandidava (e ha poi vinto) per un secondo mandato. Tamburrini era il suo addetto stampa. Mentre viaggiava sulla Triestina alla guida della sua Alfa 147 lo schianto. Tremendo. In comune di Meolo. Le sue condizioni sono apparse subito critiche. Una gamba amputata, un coma indotto, una rieducazione neurologica difficile da prevedere. Pierluigi ha lottato, è sopravvissuto, ma con pesantissime conseguenze. Fisioterapia, esami, ricoveri in vare strutture. Martina, la moglie, le ha provate tutte. Da qualche mese Tamburrini era ricoverato all’ospedale civile di Venezia. Qui, durante la notte fra venerdì e sabato, un attacco febbrile, un’infezione. La sua battaglia per la vita si è conclusa alle 6.05 del mattino.

Era un giornalista affamato di cultura Pierluigi. Malgrado le sue origini ciociare si era innamorato fin da subito di Venezia. Della sua storia, delle tradizioni, dei suoi rumori e dei suoi silenzi, dei suoi problemi e delle sue contraddizioni. E proprio in Laguna aveva deciso di mettere su famiglia sposandosi nel 2009 con Martina. Due anni dopo, dalla loro unione, nasce Livia. Il suo tesoro, la sua guida, il suo più bel passatempo ma anche la compagna di camminate per Venezia, di visite a mostre e musei.

Epolis, Il Gazzettino, Venezia News, Il Gazzettino Illustrato, Laguna Mare, L’Illustre, ufficio stampa di Provincia e Comune di San Donà. “Ritengo che scrivere di cronaca nera sia una tappa essenziale nel percorso professionale di un buon giornalista. Scrivere di fatti luttuosi correttamente è esercizio di sottrazione, di delicatezza, di sensibilità”. Così parlava del suo mestiere e del suo percorso. Ciao Pier.