Stati generali dell’editoria, il Veneto all’assemblea Fnsi. I casi emblematici del Messaggero di Sant’Antonio e del Gazzettino

In Articolo21, assostampa, CDR, Fnsi, Inpgi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

C’era anche una folta delegazione del Veneto, all’assemblea convocata al cinema teatro Adriano di Roma per raccogliere ed elaborare le proposte che la Fnsi porterà agli Stati generali dell’editoria promossi dal governo.

Insieme alla giunta del Sindacato, i rappresentanti dei cdr di Athesis, Gedi, Corriere del Veneto, Rai, ufficio stampa della Regione, Messaggero di Sant’Antonio.

Fra i primi interventi, dopo la relazione introduttiva di Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, quello proprio di Giulia Cananzi fiduciaria del mensile dei frati di Padova, che ha ricordato la vertenza dello scorso dicembre quando l’editore ha annunciato la volontà di risolvere tutti gli otto contratti di lavoro giornalistico in essere: in sintesi eliminare la redazione, mantenendo però il giornale, come dire un ospedale senza medici o una scuola senza insegnanti. Dopo la reazione durissima di Fnsi, Sgv, Ucsi, la netta presa di posizione di istituzioni civili e religiose, nonché di politici e amministratori e soprattutto l’enorme solidarietà giunta dalla categoria tutta, la decisione è rientrata con il “congelamento” dei licenziamenti e un accordo di pesante solidarietà. Da allora però nessuna proposta di rilancio, di progetto editoriale, di investimenti in contenuti: solo la prospettiva di taglio del costo del lavoro.

Una visione contabile dell’impresa condivisa purtroppo da tanti editori, non ultimo il Gruppo Caltagirone che al Gazzettino, dopo ripetuti stati di crisi per i giornalisti e per i poligrafici, il 1. Maggio scorso ha cancellato l’intero settore della prestampa, lasciando per strada tutti e cinque i proti in forza al Centro stampa veneto, delocalizzando a Roma il servizio. Una decisione che ha allarmato anche il corpo redazionale che ha proclamato lo stato di agitazione e che da tempo denuncia il progressivo svuotamento di risorse umane e professionali insieme alla perdita di identità della testata. A nome dei colleghi, la sofferta testimonianza di Marco Renier nel vedersi “cacciare in cinque minuti dopo trent’anni di lavoro, senza nessuna alternativa occupazionale. Siamo caduti in un incubo che non auguriamo a nessuno. Grazie per la vicinanza e per quanto state facendo” ha detto con la voce rotta dalla commozione, rassicurato da un lungo applauso.

A ricordare la difficile situazione dei quotidiani locali del Gruppo Gedi, compresi quelli veneti, Alberto Vitucci del cdr di Corriere delle Alpi, Tribuna di Treviso, Mattino di Padova e Nuova Venezia che ha sostenuto la necessità di intervenire con investimenti da parte del gruppo per uscire dalla crisi, chiedendo a breve un incontro del coordinamento dei cdr con i vertici di Gedi.

Ma tutta l’assemblea ha ribadito la preoccupazione per i tagli e anche i bavagli e la necessità di rilanciare l’occupazione, di intervenire sugli ‘over the top’, di recepire al più presto la direttiva sul diritto d’autore. E alla segreteria e alla giunta Fnsi è stato affidato il compito di determinare tempi e modi di attuazione «di tutte le più efficaci forme di lotta, compreso lo sciopero».

«Gli Stati generali dell’editoria –ha esortato Lorusso – siano l’occasione per una vera riforma del settore e delle leggi di sistema, non una resa dei conti. Le premesse non sono incoraggianti, ma noi ribadiremo nel confronto con il sottosegretario Crimi e con l’esecutivo i temi che riteniamo imprescindibili: buona occupazione, abolizione del carcere per i giornalisti, strumenti di contrasto alle querele temerarie, tutela delle fonti e del segreto professionale, applicazione della direttiva europea sul copyright».