La partecipazione dei cdr e delle associazioni regionali di stampa rappresenta un elemento fondamentale per rafforzare la linea della Fnsi. Il confronto continuo con chi lavora nelle redazioni consente di avere il polso reale della situazione e di costruire una strategia condivisa, condizione indispensabile per garantire unità e forza alla vertenza e rendere efficace l’azione sindacale.
Così la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, al termine della riunione on line della conferenza nazionale dei cdr che si è svolta questa mattina, martedì 14 aprile, seguita nel pomeriggio dal direttivo regionale del Sindacato veneto, in cui si sono ribadite le ragioni della terza giornata di sciopero, proclamata giovedì 16 aprile, che vede in Veneto la manifestazione organizzata a Verona in piazza Bra, dalle 11 alle 13, davanti a palazzo Barbieri sede del municipio. Iniziativa che conta sulla presenza della stessa Costante, di componenti della giunta federale e di delegazioni di Emilia Romagna e Trentino Alto Adige e alla quale ha aderito fin da subito l’Ordine veneto dei giornalisti.
Lo stato della vertenza
Coesi e unitari gli interventi che si sono susseguiti durante le quattro ore di dibattito con ben 168 colleghe e e colleghi in rappresentanza dei cdr delle testate italiane carta, radio, tv, web che applicano il contratto Fnsi-Fieg. Gli editori continuano a sottrarsi al confronto ma questa fuga non può protrarsi all’infinito. All’orizzonte per il sindacato altre forme di protesta fra cui la possibilità di vertenze aziendali.
L’obiettivo, ha spiegato Costante, è intervenire su situazioni concrete di disparità: carichi di lavoro, orari, straordinari, festivi e trattamenti economici non equi tra colleghi.
Il contesto politico
Il confronto con il governo resta un tema aperto ma complesso. Per questo, la priorità resta rafforzare la vertenza con le nostre forze, mantenendo autonomia e coerenza nelle rivendicazioni.
La trattativa con gli editori
Sul rinnovo contrattuale, quindi, la distanza con la Fieg resta significativa anche sull’accordo ponte:
- proposta editori: aumenti limitati (150 euro)
- richiesta sindacale: interventi più consistenti (250 euro una tantum)
Per un aumento più cosistente gli editori chiedono in cambio tagli a diritti fondamentali, come festività e condizioni dei neoassunti. Una proposta ritenuta inaccettabile dopo 10 anni di blocco contrattuale.
Un nuovo contratto per il futuro
Oltre al rinnovo economico, è necessario ripensare il contratto:
- aggiornamento alle nuove professioni digitali
- regolamentazione dell’intelligenza artificiale
- riconoscimento pieno del lavoro giornalistico online
L’attuale impianto contrattuale non è più adeguato alla realtà del settore.
Conclusione
La strada è complessa e richiede tempo, ma la direzione è chiara: difendere diritti, dignità e futuro della professione.
L’unità della categoria resta la condizione essenziale per ottenere risultati.
Appuntamento il 16 aprile:
fuori dal lavoro, insieme, per far sentire la nostra voce. In Veneto tutti a Verona in piazza Bra dalle 11 alle 13.


