«Ho appreso con molto dispiacere che la società editrice de Il Gazzettino ha deciso di chiudere la redazione di Rovigo a partire dal prossimo 1. luglio. Per quanto l’edizione di Rovigo del quotidiano continui le pubblicazioni, la chiusura della redazione fa perdere alla città un punto di riferimento non soltanto per il mondo politico e istituzionale, ma prima di tutto per i rodigini». Così la sindaca di Rovigo Valeria Cittadin in una presa di posizione fatta arrivare al giornale. «Un quotidiano è parte dell’anima di ogni città per la sua presenza, l’essere sui fatti e gli eventi per informare sulla vita della città stessa – continua Cittadin – ed è evidente che la chiusura della redazione porti a un sensibile impatto sul lavoro quotidiano dei cronisti nel loro impegno detto di informare ogni giorno i lettori. Quale rappresentante primo di Rovigo, auspico in un ripensamento della società editrice e che la redazione di Rovigo resti aperta, continuando a rappresentare quanto già detto, ossia un riferimento per la città tutta».
Sullo stessa lungezza d’onda anche Nadia Romeo, deputata PD, che scrive: «È grave che Rovigo – e il Polesine – perdano la redazione del quotidiano “Il Gazzettino”. Un quotidiano storico e autorevole, un tempo presente con due presidi fisici, ad Adria e a Rovigo, oggi lascia addirittura la provincia. Certo, non si tratta di una scomparsa dell’edizione, che sarà comunque garantita – a quanto leggo – dal personale, che lavorerà o in smart working o da Padova. Ma è, comunque, qualora questa decisione dovesse essere confermata, un ritiro doloroso e che non ritengo scevro da conseguenze. In primo luogo perché l’informazione – l’informazione ben fatta – è realizzata da persone che vivono sul territorio, respirano il territorio, amano il territorio e danno conto di quanto vi accade. Non è la stessa cosa, ritengo, raccontare il Polesine dalle sue piazze o raccontarlo da lontano, da un’altra provincia. Non può esserlo. Così come non può essere lo stesso per il lettore, soprattutto per quelli più in là con gli anni, privati della certezza – elementare ma per nulla banale – di potere andare fisicamente in redazione, suonare ed essere ascoltati. In secondo luogo, perché, ancora una volta, la nostra provincia viene relegata – per quanto da imprenditori privati, quindi pienamente padroni delle proprie scelte e delle proprie valutazioni, questo va sottolineato – in un ruolo di subalternità rispetto ad altre realtà, pure di dimensioni simili. Penso, per esempio, a Belluno, ove la redazione del Gazzettino, allo stato, non mi risulta “minacciata”. Spero sia ancora possibile, per tutti questi motivi, un passo indietro, a tutela non solo della qualità dell’informazione, ma anche del nostro Polesine».
Fra i primi a mobilitarsi i consiglieri comunali di Rovigo Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini con il seguente comunicato: «Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai lavoratori del “Gazzettino” in sciopero, specialmente di fronte alla prospettiva della paventata riorganizzazione che dovrebbe portare alla chiusura della redazione di Rovigo. Sarebbe un segnale pesantissimo per Rovigo e per tutto il territorio polesano, un danno per l’informazione e un obiettivo declassamento per una realtà come quella polesana dotata di una propria indiscutibile specificità. Auspichiamo pertanto che il confronto tra le parti possa portare ad una risoluzione positiva dei problemi e dei nodi da sciogliere, scongiurando in particolar modo la chiusura della redazione di Rovigo e salvaguardando la storia, anche locale, del giornale di un grande polesano come Toni Cibotto».


