Sciopero. Giornalisti in piazza a Verona. Neri: «Senza contratto non c’è informazione libera»

In Sindacale by SGV Redazione

Un centinaio le giornaliste e i giornalisti che hanno partecipato da tutta la regione all’iniziativa organizzata dal Sindacato giornalisti Veneto in piazza Bra a Verona, con una folta delegazione venuta anche dall’Emilia Romagna. Ad accogliergli, facendo “gli onori di casa”, il vicesegretario vicario Sgv, Diego Neri, che ha aperto gli interventi al microfono davanti alla sede municipale.

«Senza un contratto di lavoro rinnovato, fare questo mestiere è sempre più difficile.
Abbiamo un contratto obsoleto, che va rivisto, riscritto e aggiornato anche dal punto di vista economico. Questa è la terza giornata di sciopero e Verona è una delle città in Italia in cui si manifesta pubblicamente per rivendicare ragioni economiche e non solo: essere pagati adeguatamente non è un privilegio, ma una necessità. Non solo per i giornalisti, ma per tutti i fruitori dell’informazione».

«L’informazione è uno dei pilastri della democrazia. È un punto di riferimento del sistema democratico: lo dice la Costituzione, ma lo dimostra ogni giorno la nostra vita civile e sociale. Ed è evidente quanto sia importante il ruolo di un’informazione libera. Ma per essere libera, l’informazione deve essere pagata adeguatamente, nel rispetto dei carichi di lavoro e delle difficoltà di questa professione. In Italia il contratto dei giornalisti è scaduto da dieci anni: il più a lungo non rinnovato. La Fnsi ha avviato da tempo un tavolo di trattativa con gli editori, che però si sono dimostrati sordi alle nostre richieste e, di fatto, si sono sottratti al confronto, nonostante affermino il contrario».

«È necessario un adeguamento: perché un’informazione libera è quella che dà sostanza alla vita di tutti i cittadini, rendendoli consapevoli della realtà in cui vivono. Soprattutto nei territori, nei piccoli centri, dove i giornali raccontano la verità delle comunità locali. Siamo in piazza per rendere pubblica questa protesta e ringraziamo tutti coloro che ci hanno manifestato solidarietà e vicinanza: il presidente della Regione, Alberto Stefani, il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, la rettrice dell’università Chiara Leardini, il sindaco Damano Tomasi, gli assessori e consiglieri comunali, i consiglieri regionali i parlamentari veneti, Cgil, Cisl e Uil».

«Gli editori devono tornare al tavolo e confrontarsi seriamente con noi. In Italia, molti editori sono imprenditori attivi in altri settori e, in quei contesti, dimostrano spesso capacità e visione. Questo però non accade nel mondo dell’informazione, dove negli anni si è assistito a un progressivo impoverimento: meno giornalisti, meno professionalità, meno investimenti. La logica non può essere quella di aumentare i ricavi tagliando il costo del lavoro. Non è accettabile. Ed è per questo che siamo in piazza, chiedendo il sostegno della società civile e dei cittadini».

«È vero: i giornalisti sono diminuiti nel tempo, siamo oggi una realtà più piccola rispetto al passato. Ma questo non significa che il nostro ruolo sia meno importante. Siamo come quelle parrocchie sempre più piccole, dove magari va meno gente, ma resta viva una comunità. La nostra “fede” è quella in un’informazione libera, documentata e adeguatamente retribuita».

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