Massimo Zennaro, cda Inpgi: “La crisi dell’Istituto è la crisi del lavoro”

In Inpgi, News, Sindacato Giornalisti, Veneto by SGV Redazione

La crisi dell’Inpgi riflette appieno la crisi del settore dell’editoria. I motivi del suo sbilancio vanno ricercati in un mercato del lavoro giornalistico sempre più debole, sempre più frammentato, sempre più incerto. Con monte stipendi drasticamente crollato. Senza lavoro non ci può essere previdenza.

Un’analisi che si basa su cifre e dati concreti quella che propone Massimo Zennaro, che oltre a essere vice segretario del Sindacato giornalisti Veneto è componente del cda dell’Inpgi.

“Dal 2009 al 2019, cioè da quando i prepensionamenti sono a carico dello Stato, l’Inpgi ha registrato 1.121 casi. Si tratta – spiega – di persone che prima di andare in pensione avevano una retribuzione media di 95mila euro, che sono uscite dal mondo del lavoro, e che per l’Inpgi, nello stesso decennio, ha comportato un minor incasso di contributi pari a 167 milioni di euro”.

Ma non ci sono solo i prepensionamenti. Anche la voce ammortizzatori sociali ha pesato e continua a pesare sui conti dell’Inpgi.

Dal 2014 al 2019 – continua Zennaro – sono state 408 le aziende che hanno utilizzato la Cigs per una spesa totale, a carico dell’Inpgi, di 20,5 milioni a cui vanno aggiunti contributi figurativi per 46 milioni. Negli stessi cinque anni ci sono state 394 aziende che hanno utilizzato la solidarietà per una spesa totale di 61,3 milioni più 68,2 milioni di contributi figurativi. Sono circa 7.000 ogni anno i colleghi che vengono tutelati con gli ammortizzatori sociali”.

Nel 2019 l’Inpgi ha chiuso con uno sbilancio di 169,14 milioni. Il rapporto tra le prestazioni Ivs (cioè invalidità, vecchiaia, superstiti) e le entrate per contributi Ivs correnti nel 2019 è stato del 161,72%. Il rapporto tra il totale della spesa per prestazioni e le entrate contributive complessive è del 143,34% : ogni 100 euro incassati, l’Inpgi ne spende 143 per l’assistenza ai suoi iscritti.

“Quindi che fare? Intanto – conclude Zennaro – l’attuale gestione di Marina Macelloni ha ottenuto il congelamento del commissariamento dell’Inpgi fino al 30 giugno del 2020 e nel frattempo lavorerà in un tavolo tecnico con il Governo e le parti sociali all’ampliamento della platea contributiva della cassa previdenziale dei giornalisti. Da giugno 2019 una legge dello Stato allarga la platea contributiva dell’Inpgi alle professioni affini, sostanzialmente i comunicatori. L’ingresso dei nuovi iscritti è previsto nel 2023. Noi chiediamo che la data sia anticipata al 2021”.