Assalto alla Cgil, Sgv solidale con il sindacato e presente al presidio di Mestre

In Sindacale by SGV Redazione

Il Sgv al presidio davanti alla sede della Camera del lavoro, in Ca’ Marcello a Mestre, all’indomani del vergognoso assalto alla sede nazionale di Corso Italia a Roma di sabato 9 ottobre con scene da guerriglia urbana e che  sono continuate nella notte con l’altrettanto inquietante assalto al pronto soccorso dell’Umberto I.

In rappresentanza dei giornalisti, a manifestare con le tante persone che hanno voluto esserci, c’erano per Sgv la segretaria regionale, Monica Andolfatto, il vice segretario vicario Massimo Zennaro, e per l’Usigrai, Paolo Colombatti. Ma anche a Verona, con Elena Chemello, e a Belluno con Tiziana Bolognani, il sindacato dei giornalisti veneti e della Rai , così come nelle altre città, ha partecipato all’iniziativa per dire no alla violenza e ai rigurgiti neofascisti, e difendere la libertà sancita dalla Costituzione.

Ci sono momenti in cui non è più sufficiente la solidarietà a parole, ma serve la presenza, la militanza, la rivendicazione palese di valori condivisi.
Chi ci avesse detto che nel 2021 avremmo assistito all’assalto violento e squadrista di una sede del sindacato, lo avremmo preso per matto. Invece è accaduto. Sabato 9 ottobre. A quasi cento anni dalla marcia fascista su Roma.
Ed è proprio la capitale a fare da sfondo all’assalto vigliacco e devastante della sede nazionale della Cgil, la più grande organizzazione italiana dei lavoratori. L’estrema destra, la frangia più brutale e pericolosa, si è infiltrata nel corteo contro il green pass e lo ha strumentalizzato, trovando però facile presa in chi rifiuta le regole del vivere civile e democratico.

Basta. Giustificazioni. Tolleranza. Comprensione. La pazienza è finita. Prima i giornalisti ora i sindacalisti. Sotto attacco, e non certo da ora, sono i corpi intermedi, quelli che si oppongono alla polarizzazione, all’odio, alla caccia a chi persegue i diritti, la solidarietà, la pace, la convivenza fra i popoli.
Sotto attacco è la Costituzione.
Sotto attacco è la democrazia.
Sotto attacco è la libertà: delle persone, dell’informazione, dell’espressione.

Occorre esserci e manifestare in maniera civile ma ferma e determinata, senza più alcuni indugio: no ai fascisti, no ai fascismi e a coloro che dà loro sponda e supporto senza condannarli in maniera ferma e al di fuori di ogni ambiguità.

 

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