Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) entrano in vigore importanti novità fiscali che incidono in modo diretto sul salario accessorio, sul welfare aziendale e sul potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato. Si tratta di misure che rafforzano il valore della contrattazione collettiva aziendale e territoriale, rendendo centrale il ruolo dei Cdr.
La principale novità riguarda i premi di produzione:
- Aliquota agevolata all’1%
L’imposta sostitutiva scende dal 5% (2025) all’1% per il biennio 2026–2027.
- Importo massimo agevolabile
- fino a 3.000 euro lordi annui
- fino a 4.000 euro in presenza di sistemi di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
- Requisito di reddito
Possono accedere all’agevolazione i lavoratori che, nell’anno precedente, hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro lordi.
- Condizione essenziale
I premi devono essere collegati a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione, definiti da accordi collettivi aziendali o territoriali. Senza accordo sindacale, non c’è agevolazione.
La Legge di Bilancio 2026 conferma e rende strutturali le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit, ossia beni e servizi erogati in natura:
- 1.000 euro annui per la generalità dei dipendenti
- 2.000 euro annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico
Entro questi limiti, i benefit:
- non concorrono al reddito
- sono esenti da IRPEF e contributi
Esempi di fringe benefit agevolati
- auto aziendale ad uso promiscuo (con regole specifiche)
- telefoni, computer e strumenti ad uso promiscuo
- buoni acquisto e voucher
- rimborsi per utenze domestiche (luce, gas, acqua)
Un’altra novità rilevante riguarda i buoni pasto:
- Buoni elettronici
La soglia di esenzione sale da 8 a 10 euro al giorno.
- Buoni cartacei
La soglia resta ferma a 4 euro al giorno.
- Vantaggio concreto
Su base annua (circa 220 giornate lavorative), un dipendente può ricevere fino a 2.200 euro totalmente esentasse in buoni pasto elettronici. I buoni restano cumulabili (fino a 8 per singola transazione), ma la soglia di esenzione si riferisce sempre al valore del singolo buono giornaliero.
Nel quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2026, il welfare aziendale si conferma come uno degli strumenti più efficaci per aumentare il salario netto, perché:
- è esentasse per il lavoratore
- non genera contribuzione per l’azienda
Dove previsto dagli accordi aziendali:
- il premio di risultato può essere convertito in welfare
- l’imposizione fiscale scende dall’1% allo 0%
- in molti casi le aziende riconoscono un bonus aggiuntivo (es. +10%) sul valore convertito
Anche in questo caso, la contrattazione aziendale è decisiva per rendere effettiva e vantaggiosa questa possibilità.
Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026:
- rafforzano il valore del salario accessorio contrattato;
- rendono centrale la definizione di accordi aziendali trasparenti e verificabili;
- offrono margini concreti per migliorare il potere d’acquisto senza aumentare il costo del lavoro.
I Cdr sono chiamati a:
- informare colleghe e colleghi;
- presidiare la contrattazione su premi, welfare e buoni pasto;
- evitare che strumenti fiscali favorevoli restino inutilizzati o gestiti unilateralmente dall’azienda.


