Trasparenza retributiva: nuovi diritti per le lavoratrici e i lavoratori

In Sindacale by segreteria

La direttiva europea sulla trasparenza retributiva, recentemente recepita dallo Stato italiano, introduce strumenti concreti per rafforzare il principio della parità di retribuzione a parità di lavoro o di lavoro di pari valore e per contrastare disparità salariali non giustificate all’interno delle aziende. Si tratta di una normativa che non resta sul piano dei principi, ma attribuisce diritti esigibili ai lavoratori e rafforza il ruolo delle rappresentanze sindacali.

Che cosa cambia in concreto? Ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha ora il diritto di:

  • conoscere il proprio livello retributivo;
  • ottenere i livelli retributivi medi, suddivisi per genere, delle persone che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore;
  • ricevere queste informazioni per iscritto, entro tempi certi.

Il datore di lavoro è tenuto a fornire i dati richiesti entro un massimo di due mesi e non può opporre il segreto aziendale. In caso di risposte incomplete o poco chiare, il lavoratore ha diritto a chiedere chiarimenti e motivazioni puntuali per iscritto.

La direttiva chiarisce inoltre che le clausole di riservatezza sugli stipendi non possono impedire ai lavoratori di rendere noto il proprio trattamento economico quando ciò avviene per tutelare il diritto alla parità retributiva.

Un punto centrale: l’onere della prova.

Se dai dati emerge una differenza retributiva non giustificata da criteri oggettivi (come competenze, responsabilità, condizioni di lavoro), non è il lavoratore a dover dimostrare la discriminazione, ma è l’azienda a dover provare che la differenza è legittima. La mancata trasparenza, o il rifiuto di fornire le informazioni dovute, rafforza ulteriormente la posizione del lavoratore ed espone l’azienda a responsabilità.

Il ruolo dei Cdr e del sindacato. La direttiva riconosce esplicitamente il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori:

  • le richieste di accesso ai dati possono essere presentate anche tramite i Cdr o il sindacato;
  • nelle aziende di dimensioni medio-grandi, in presenza di divari retributivi significativi, possono essere attivate verifiche e valutazioni congiunte delle retribuzioni;
  • sono previste tutele specifiche contro qualsiasi forma di ritorsione nei confronti di chi esercita questi diritti.

Perché è importante attivarsi? La trasparenza retributiva non è uno strumento punitivo, ma un mezzo per:

  • garantire equità salariale;
  • prevenire discriminazioni;
  • rafforzare la contrattazione e il ruolo delle rappresentanze;
  • riportare equilibrio e correttezza nei sistemi retributivi aziendali.

I Cdr sono chiamati a svolgere un ruolo attivo di informazione, supporto e tutela, accompagnando colleghe e colleghi nell’esercizio di questi nuovi diritti.

 

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