«Esprimo massima solidarietà alle giornaliste, ai giornalisti, ai tipografi, ai grafici, a tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Gedi, oggi (venerdì 17 febbraio) in sciopero per il rischio della vendita delle quattro testate della nostra Regione». Così il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni: «Il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia, il Corriere delle Alpi, insieme a tutte le altre testate del gruppo, rappresentano un presìdio di quanto sancito dall’articolo 21 della Costituzione, ovvero la libertà di espressione. Questa operazione, che appare alla stregua di una mera alienazione al miglior offerente – conclude Lorenzoni – rischia di indebolire l’intero panorama informativo veneto. Appoggio e sostengo anche il Sindacato dei Giornalisti del Veneto, che da tempo sta seguendo la vicenda ed ha il merito di tenere alta l’attenzione sul tema».
E i capigruppo all’opposizione scrivono alla Presidente del Consiglio comunale di Venezia e al Presidente della I commissione consiliare chiedendo un incontro urgente con cdr e Sindacato giornalisti Veneto.
«Seguiamo con grande preoccupazione – si legge nella richiesta firmata da Gianfranco Bettin, Marco Gasparinetti, Giovanni Andrea Martini, Giuseppe Saccà, Cecilia Tonon e Sara Visman – la vertenza che oppone i Comitati di Redazione dei quotidiani veneti del Gruppo GEDI e la proprietà, sia per le specifiche vicende interne alle testate sia per le prospettive della stessa proprietà. Sono in gioco ruoli professionali importanti ma, più radicalmente, l’assetto concreto dell’informazione su carta stampata (con il suo versante digitale) e il pluralismo delle voci nel Veneto. Chiediamo, perciò, che venga organizzato urgentemente un incontro tra i capigruppo e il CdR dei giornali coinvolti e il Sindacato dei giornalisti veneti, o che vengano invitati nella commissione consiliare competente».


