In un momento delicato per l’informazione regionale e nazionale, segnato da carichi di lavoro crescenti, organici ridotti all’osso e da un contesto in cui le aziende editoriali tendono a scaricare responsabilità sui redattori, i Comitati e i Fiduciari di Redazione del Veneto hanno eletto all’unanimità Nicola Chiarini nuovo coordinatore della Consulta regionale.
Un’elezione che non è solo un passaggio formale che va a completare la composizione definitiva del direttivo regionale Sgv guidato da Massimo Zennaro, ma un’assunzione collettiva di responsabilità di fronte a una fase sempre più complessa e carica di sfide: aziende che giocano sporco, pratiche organizzative opache, diritti messi costantemente in discussione. In questo scenario, studiare, conoscere, informarsi non è più un’opzione: è una necessità.
«Vorrei che la Consulta dei Cdr fosse una squadra di pronto soccorso – ha detto Nicola Chiarini – pronta a intervenire nei momenti di difficoltà. Ma per funzionare serve un raccordo costante, una coesione vera, il supporto di tutti. Solo così possiamo costruire un modello efficace e affrontare le sfide che ci aspettano».
La situazione in molte testate è drammatica: prepensionamenti annunciati fino al 2027, ordini di servizio surreali, organici ridotti a due persone per coprire più settori, dalla nera giudiziaria allo sport. In alcuni casi basta una malattia per far saltare l’intero sistema. Le ferie estive si affrontano in affanno, tra uscite non sostituite e piani ferie che abbassano ulteriormente una soglia di tenuta già minima.
Alle redazioni si chiedono sacrifici continui: lavorare senza strumenti adeguati – come ad esempio un archivio fotografico funzionante – oppure senza compensi aggiuntivi, come accade a chi fa anche da operatore tv con la propria telecamera. Intanto le aziende aggirano le responsabilità e rifiutano di fare gli investimenti necessari per affrontare il futuro.
A tutto questo si aggiunge il rischio concreto di un uso distorto di praticanti e stagisti, con il solo obiettivo di contenere i costi, a fronte di offerte economiche inaccettabili.
Serve un cambio di passo. Parafrasando la segretaria nazionale Fnsi Alessandra Costante, viene da dire che «una volta le aziende chiedevano ai giornalisti di sacrificare il proprio tempo di vita, ma in cambio davano molti soldi. Oggi si limitano a chiedere e basta».
La Consulta veneta rilancia quindi la necessità di un coordinamento stabile dei Cdr, fatto di confronto continuo, trasparenza sui contratti, studio delle norme, condivisione delle informazioni. Nessuno può più permettersi di restare solo: né nelle grandi testate, né nelle piccole realtà, dove le condizioni sono spesso più critiche e le richieste aumentano proprio nei periodi più difficili da coprire.
Il metodo sarà orizzontale e partecipato, perché tutti devono imparare a riconoscere diritti e doveri, e perché – come sottolineato in assemblea – le controparti pagano persone per studiare le regole. Noi non possiamo permetterci di ignorarle.
La Consulta veneta dei Cdr è pronta a fare la sua parte. Il coordinamento è lo strumento per reagire, proporre, negoziare. E con il contributo di tutte e tutti, potrà tornare a essere una vera forza collettiva.


