Lo ha accertato la Commissione elettorale, composta da Daniele Carlon, Andrea Buoso e Roberta De Rossi, riunitasi nella sede di Sgv in campo San Polo a Venezia il 28 settembre, dopo aver verificato la validità delle singole candidature e le firme di sottoscrizione alla lista, raccolte fra le colleghe e i colleghi.
Questi i candidati: professionali, Massimo Zennaro, Gianluca Amadori, Monica Andolfatto, Alessio Antonini, Tiziana Bolognani, Alice Bragantini, Elena Chemello, Nicola Chiarini, Fulvio Fenzo, Diego Neri, Alessandra Vaccari, Riccardo Verzè; collaboratori, Efrem Tassinato, Marco Billo e Alessandra Dall’Igna.
Di seguito il programma della lista Controcorrente per il Veneto che insieme alla squadra di candidati delegati è stata presentata nel corso dell’ultimo direttivo regionale Sgv, allargato ai cdr e alle Assostampa provinciali, che si è svolto lo scorso 16 settembre.
Difendere il lavoro.
Difendere il giornalismo.
Difendere la libertà di stampa e la democrazia.
ControCorrente per il Veneto nasce ancora una volta dal confronto interno al Sindacato giornalisti Veneto e conferma la propria adesione al progetto politico-sindacale che guida la Fnsi, portando al Congresso una scelta netta: centralità del lavoro, unità della categoria, solidarietà e rappresentanza intergenerazionale.
Controcorrente per il Veneto si schiera per una Fnsi unitaria e combattiva, capace di tenere insieme generazioni e territori, capace di rappresentare tutte e tutti: dipendenti, autonomi, freelance, precari, giovani, pensionati, giornalisti della carta stampata, del servizio pubblico, degli uffici stampa, delle televisioni, delle radio, delle testate on line e delle nuove forme di informazione.
Difendere il lavoro significa dare un futuro alla professione.
Difendere il lavoro significa difendere la libertà di informazione.
Difendere il lavoro significa difendere il diritto di cronaca.
Il lavoro giornalistico deve tornare ad avere un valore: retribuzione adeguata, dignità, tutele, rispetto. La strada è rafforzare la contrattazione, contrastare il dumping e impedire che la precarietà diventi il modello ordinario del lavoro nell’informazione. Dentro e fuori le redazioni, nel pubblico e nel privato, servono regole chiare e diritti esigibili.
Basta compensi da pochi euro.
Basta lavoro gratuito mascherato da opportunità.
Basta collaborazioni che coprono rapporti di lavoro dipendente.
Basta giornalisti costretti ad accettare qualsiasi condizione pur di continuare a lavorare.
L’equo compenso per il lavoro autonomo non può restare uno slogan. Deve diventare una realtà, con compensi realmente dignitosi e tutele previdenziali, assistenziali e professionali adeguate. Governo e Parlamento devono assumersi le proprie responsabilità: non servono dichiarazioni di solidarietà, servono norme e strumenti concreti.
Il giornalismo attraversa una fase durissima. Redazioni svuotate, sedi chiuse, precarietà, compensi indegni, pressioni politiche ed economiche, concentrazioni editoriali e un crescente tentativo di delegittimare chi informa.
Il fulcro è la vertenza per il rinnovo del contratto nazionale Fnsi-Fieg, scaduto da oltre dieci anni. Dieci anni nei quali il lavoro si è impoverito mentre troppi editori hanno continuato a proporre la stessa risposta: tagliare organici e ricorrere ai prepensionamenti finanziati dallo Stato. Non può essere il denaro pubblico a pagare il disimpegno degli editori. Il contratto non è soltanto una questione salariale. È il principale strumento attraverso il quale si difendono autonomia, professionalità e libertà del giornalista. Da questa vertenza discende anche il rinnovo del contratto AerAntiCorallo dell’emittenza locale privata che deve essere rivisto e valorizzato.
La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale hanno già cambiato profondamente il nostro lavoro. Non possono diventare l’alibi per ridurre occupazione, salari e qualità dell’informazione. L’innovazione va governata. L’Ia deve affiancare il lavoro giornalistico, non sostituirlo. Le scelte editoriali e la responsabilità delle notizie devono restare nelle mani dei giornalisti. Servono regole condivise sulla trasparenza degli strumenti utilizzati, sulla tutela delle fonti e dei dati, sulla proprietà intellettuale e sull’impiego dei contenuti giornalistici da parte delle piattaforme tecnologiche. Servono investimenti, assunzioni, salari adeguati, innovazione e progetti industriali credibili. Bisogna tornare a investire sui giovani, creando le condizioni perché possano entrare nella professione senza dover accettare anni di precarietà e ricattabilità
Dal Veneto portiamo anche una convinzione maturata nella nostra quotidianità: quando si impoverisce l’informazione locale, si impoveriscono i territori e si indebolisce la rappresentanza di questi stessi territori, insieme al pluralismo di istanze e di voci.
ControCorrente per il Veneto, nel continuare a interpretare il sindacato come servizio, conferma la propria scelta per il coordinamento e la collaborazione tra gli enti della categoria, riconoscendo alla Fnsi un ruolo centrale: Ordine dei giornalisti, Casagit, Inpgi, Fondo complementare e sistema delle Associazioni regionali sono parti di una rete di diritti e tutele costruita nel tempo. Valorizzarla non significa giustificare apparati. Significa difendere l’autonomia della professione, la solidarietà tra generazioni e la possibilità per ogni giornalista di non essere solo davanti al datore di lavoro, al mercato o al potere.
Nessun giornalista è libero se il suo lavoro è ricattabile.
Nessun territorio è forte se la sua informazione è debole.
Nessuna democrazia è solida senza giornalismo libero.


