Avanti con l’equo compenso per i giornalisti collaboratori

In Sindacale by SGV Redazione

Si è riunito ieri, martedì 9 dicembre 2025, presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, il tavolo sull’equo compenso per i giornalisti. Per la Federazione nazionale della Stampa italiana erano presenti la segretaria generale Alessandra Costante e il segretario aggiunto, nonché presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo, Claudio Silvestri.

«La Fnsi ringrazia il Die per la convocazione del tavolo. La posizione del sindacato – sottolineano Costante e Silvestri – è che si debba ripartire dalla sentenza 1076 del 2016, con cui il Consiglio di Stato non solo ha confermato l’annullamento della delibera del 2014 sull’equo compenso, ma ha anche stabilito che “per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione nazionale della categoria per i giornalisti titolari di un lavoro subordinato”.»

«Riteniamo – proseguono Costante e Silvestri – che non si possa in alcun modo derogare a tale sentenza. Della delibera del 2014 può eventualmente essere recuperata solo la parte relativa alle sanzioni a carico degli editori che non rispettano l’equo compenso. In questi anni gli editori, sfruttando lavoratori autonomi e parasubordinati, hanno praticato dumping salariale nei confronti dei dipendenti e svuotato le redazioni a colpi di prepensionamenti. La legge istitutiva del tavolo del Die, la 233 del 2012, è una legge speciale: di fronte ad essa qualsiasi altra norma o decreto legislativo – incluso il disegno di legge sul riordino delle professioni ordinistiche del 4 settembre 2025 – è da considerarsi cedevole.»

Per queste ragioni la Fnsi ritiene che il tavolo riconvocato – e per questo nuovamente ringrazia il Die – debba proseguire autonomamente e con un passo più rapido e concreto. «Anche ieri – rilevano Costante e Silvestri – gli editori hanno parlato di crisi dei ricavi e aumento dei costi. Ma la Federazione della Stampa continua a ribadire che, più dei finanziamenti a pioggia, è necessario introdurre un bonus informazione capace di favorire davvero il ritorno dei ricavi.»

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