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Lavoro autonomo: focus formativo su diritti e obblighi dei giornalisti

In Sindacale by SGV Redazione

Conoscere i propri diritti per poterli esercitare. È stato un corso operativo e partecipato quello organizzato martedì 7 giugno 2022 dal Sindacato giornalisti Veneto (Sgv) su tutele sindacali, adempimenti fiscali, garanzie previdenziali e di welfare per il lavoro autonomo giornalistico, nell’ambito di un percorso formativo dedicato a chi svolge l’attività giornalistica da freelance o da cococo.

Dopo l’introduzione della segretaria regionale Sgv Monica Andolfatto, il webinar è stata aperto da Mattia Motta, segretario generale aggiunto Fnsi con delega al Lavoro autonomo e presidente dalla Commissione lavoro autonomo nazionale (Clan) . Motta ha effettuato una panoramica sulle diverse tipologie di lavoro autonomo giornalistico dalla partita Iva ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co), sottolineando come troppo spesso le aziende impieghino in maniera impropria queste modalità, mascherando rapporti dipendenti “de facto”, poiché segnati da una disponibilità continua di lavoratori sottoposti a eterodirezione.

Fronti su cui il sindacato si sta battendo sia sul terreno contrattuale (Motta ha citato, oltre agli accordi normativi contenuti nel contratto Fnsi-Fieg del 2014 e disattesi dalla controparte, il recente Fnsi-Anso Fisc che ha segnato un passo avanti nell’ambito web), sia sul terreno politico, spingendo sul governo perché dia finalmente attuazione alla legge sull’equo compenso giornalistico e sblocchi il varo delle tabelle di liquidazione giudiziale dei compensi e sul parlamento perché metta fuori legge i contratti cococo scappatoia dal contratto collettivo nazionale per gli editori che vogliono comprimere costi e diritti dei lavoratori.

Dinamiche che, nel tempo, hanno ridotto il numero dei lavoratori dipendenti, come sottolineato da Nicola Chiarini, componente del comitato amministratore della gestione separata Inpgi e della giunta regionale Sgv con delega al Lavoro autonomo, che ha ricordato come questi siano calati dai circa 20.000 del 2010 ai 14.000 del 2020, a fronte di un incremento dei pensionati da 7.000 a quasi 10.000. E se i dipendenti hanno un reddito medio annuo di 60.000 euro e i pensionati di 65.000, per i quasi 15.900 autonomi “puri” e per i 6.300 co.co.co si parla di 15.641 e 9.509 euro rispettivamente. Temi su cui la gestione separata Inpgi, che resterà autonoma e non confluirà nell’Inps a differenza della gestione principale dei dipendenti, sta intervenendo, ampliando tutele e welfare. Tra i traguardi più recenti l’erogazione dell’indennità di disoccupazione, la tutela infortunistica professionale per i cococo, l’allargamento delle tutele per la maternità e per i congedi parentali, estesi anche ai liberi professionisti, la copertura Casagit W-In che ha ampliato il ventaglio dei profili sanitari per i freelance ed è stata confermata fino al 31 gennaio 2024 senza oneri per oltre 3.200 lavoratori.

Alla commercialista Mary Zoppi, specialista del servizio Fiscogiornalisti convenzionato con Sgv, l’ultimo intervento. La professionista ha spiegato gli adempimenti operativi per la fatturazione elettronica (obbligatoria dal 1. luglio 2022 anche per i contribuenti forfettari), oltre per i giornalisti lavoratori autonomi  l’obbligo di partita Iva per chi non ha rapporti parasubordinati.

 

 

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