Sciopero. Giornalisti a Verona. Il prefetto Martino: «Il tema delle retribuzioni è centrale»

In Sindacale by SGV Redazione

Lo stato dell’editoria nel Veneto e in Italia, le “crisi prospettiche” per i prepensionamenti che si trasformano quasi sempre in tagli agli organici senza generare reali investimenti e cambi significativi di modelli di business, gli sconvolgimenti recenti negli assetti societari con repentini passaggi di proprietà che potrebbero – questo è l’auspicio – sbloccare lo stallo all’interno della Fieg, le condizioni di precarietà occupazionale in una professione che risulta non più appetibile per i giovani, che vede esplosi i carichi di lavoro dentro e fuori le redazioni e che non è più in grado di consentire redditi dignitosi specie per collaboratori e partite iva ma anche per i neoassunti.

E soprattutto un contratto di lavoro non rinnovato da dieci anni e una controparte – gli editori – che si sottrae a un confronto leale e costruttivo e si ostina a definire privilegi i diritti dei giornalisti.

Si è protratto per circa un’ora l’incontro tra il prefetto di Verona, Demetrio Martino e la delegazione sindacale guidata dalla segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, con il vice Domenico Affinito, il vicesegretario vicario Sgv, Diego Neri, la consigliera nazionale Fnsi, Alessandra Vaccari e la componente del cdr de L’Arena, Camilla Ferro.

Un dialogo proficuo e incentivante con il rappresentante in città del Governo che si è dimostrato interessato e sensibile alle ragioni della protesta dei giornalisti in piazza a Verona nella terza giornata di astensione dal lavoro negli ultimi sei mesi.

Più volte lo stesso prefetto ha sottolineato quanto e come il tema delle retribuzioni e del reale potere d’acquisto dei salari sia centrale nel dibattito per i lavoro e e per la crescita complessiva del sistema paese.

E alla domanda sul futuro della vertenza iniziata due anni fa, la risposta di Costante è stata diretta: per firmare un contratto bisogna essere in due con una reale volontà di imprimere una svolta virtuosa al settore per rilanciarlo e dare futuro e dignità alla professione e all’informazione libera, indipendente, autorevole. I giornalisti la loro parte sono pronti a farla ma non certo sulla base dello smantellamento economico e normativo del contratto che, vale la pena ricordare, è stato il primo contratto collettivo di lavoro in Italia, siglato nel 1908. L’informazione è un bene comune e i giornalisti chiedono che la loro battaglia sia una battaglia di tutti, cittadini, istituzioni civili, religiose, culturali, categorie economiche. Verona e il Veneto in tal senso hanno raccolto l’appello.

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