Sciopero. Giornalisti in piazza a Verona. Il sindaco Tommasi: «Fare squadra per difendere l’informazione»

In Sindacale by SGV Redazione

«Da presidente per tre mandati dell’associazione calciatori, ho bene in mente cosa siano le vertenze, cosa comportano le questioni che spesso riguardano quelli meno in vista, quelli meno forti, quelli che hanno meno potere contrattuale. E in questo contesto credo molto nell’essere squadra, nel fare rete su tematiche che magari individualmente non ci toccano, ma che sono un caposaldo del vivere democratico e civile».

A parlare è il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, che come ha premesso scherzosamente, vincendo la ritrosia che ha nel dialogare con i giornalisti che frequentano Palazzo Barbieri, ha voluto esprimere di persona il sostegno alla mobilitazione della categoria, nella terza giornata di sciopero nazionale, oggi giovedì 16 aprile.

«Abbiamo ancora la fortuna di avere in Italia una informazione libera, teniamocela stretta. Mi auguro la vostra vertenza si risolva e che si possa davvero ampliare il rapporto con la  politica, con la quotidianità, magari trovando nuovi canali e nuove modalità anche per raggiungere inostri giovani e  le persone che solo tramite i mezzi di comunicazione sono al passo con quello che gli sta accadendo attorno a noi. Nonostante, torno a ripetere, la mia ritrosia a essere parte del vostro lavoro, confesso di essere un vostro fan, un vostro tifoso, e sono convinto che dobbiamo mettere sempre più attenzione, forse ancora di più di quella che c’è adesso, rispetto ai temi che state sollevando con la vostra protesta».

«L’informazione sappiamo quanto sia uno dei termometri anche a livello internazionale rispetto alle aree critiche ora interessate anche da conflitti drammatici.  Se l’informazione non è libera non può essere caposaldo della democrazia. Credo questa sia una riflessione che dobbiamo fare tutti noi che abbiamo responsabilità amministrative e politiche. E serve tenere bene a mente che in questo tempo addirittura di  “iperinformazione” quanto e come si abbia  ancora più bisogno di  giornalisti dalla deontologia professionale più forte nel raccontare i fatti per consentire all’informazione libera di essere una fiamma che rimane accesa nei luoghi più bui del nostro mondo senza trasformarsi in propaganda».

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