Un ordine del giorno approvato dai consigli comunali in tutta Italia che lo vorranno condividere a sostegno di una lotta che è giusta e che garantisce più libertà più diritti più informazione. La proposta è dell’assessore comunale al Lavoro, Michele Bertucco, che dal microfono sulla scalinata di palazzo Barbieri a Verona ha voluto manifestare di persona la solidarietà sua e dell’intera amministrazione comunale ai giornalisti in sciopero per il rinnovo del contratto scaduto nel 2016.
«Dieci anni di questi tempi – ha ribadito Bertucco – sono un’era geologica perché la comunicazione è cambiata completamente e alle giornalisti e ai giornalisti viene chiesto sempre di più. Per non dire che sono sempre più spesso oggetto di minacce e di intimidazioni anche attraverso cause di risarcimento milionarie senza trovare attenzione da parte degli editori.
E poi come già ricordato c’è il tema del giusto compenso che riguarda tantissimi precari collaboratori e collaboratrici dei giornali e delle televisioni, pagati pochi euro per servizi rispetto ai quali si assumono la responsabilità rispondendo in prima persona dei contenuti.
Sono diretto nelle cose, chi mi conosce lo sa, e francamente leggere la risposta degli editori al comunicato del sindacato francamente mi ha sbalordito. Si richiamano i 40 giorni di ferie, ma non si dice che che la comunicazione lavora 365 giorni su 365 e che oggi richiede praticamente di aggiornare la notizia in tempo reale costringendo a una presenza continua e costante per verificare le notizie online che spesso non sono fondate a causa del proliferare di una comunicazione indiscriminata e senza filtri. E so che quanta attenzione c’è del sindacato per arginare questa pericolosa deriva.
Penso anch’io che sarà una trattativa dura perché non riuscire a rinnovare dopo 10 anni e dopo tre scioperi è un segnale di scarsa consapevolezza della controparte. Anche le redazioni non sono rimaste quelle di 10 anni fa: hanno organici ridotti e sempre più precari con compensi sempre più bassi. Un’informazione libera deve dare alle persone che fanno informazione diritti e tutele innanzi tutto e sicuramente anche doveri come per tutti i lavoratori e le lavoratrici».


