Oggi il presidio in piazza a Roma per lanciare lo sciopero generale dei giornalisti

In sindacato giornalisti veneto by SGV Redazione

Negli ultimi anni gli editori hanno ricevuto centinaia di milioni di fondi pubblici: risorse che avrebbero dovuto essere utilizzate per innovare, investire e rafforzare l’informazione. Invece sono servite a mantenere gli utili, scaricando i costi sui conti pubblici e tagliando i giornalisti dentro le redazioni. Un impoverimento strutturale del sistema informativo che indebolisce l’intero Paese.

Per questo, stamattina 27 novembre, il Consiglio nazionale della Fnsi si è riunito in piazza Santi Apostoli, a Roma, insieme all’Esecutivo del Cnog, all’Unione nazionale giornalisti pensionati, all’Usigrai e ai rappresentanti di Inpgi e Casagit, per dare ufficialmente il via alla mobilitazione con le Associazioni regionali di Stampa. Una piazza unita e partecipata, che apre 48 ore decisive per la categoria.

Domani, venerdì 28 novembre, la Fnsi ha proclamato lo sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg, scaduto nel 2016. Una giornata di astensione dal lavoro dalle 6 per 24 ore (dalle 5.30 per la Rai), accompagnata da iniziative in tutta Italia. In Veneto non sono previste manifestazioni di piazza per il 28 novembre. Tuttavia, tutti i colleghi che lo desiderano sono invitati a partecipare alla manifestazione di Bologna, organizzata dall’Aser, che si terrà dalle 11 alle 13 in via Mattei 106, davanti alla sede del Resto del Carlino. Alla mobilitazione saranno presenti delegazioni del Sindacato giornalisti Veneto, del Sindacato giornalisti del Trentino-Alto Adige, del Sigim e numerosi Comitati di redazione.

“Scioperiamo perché l’informazione è il fondamento della tenuta democratica, non un costo da tagliare – ha detto la segretaria generale Alessandra Costante –. È un presidio civile che può esistere solo se i giornalisti sono liberi, tutelati, non ricattabili. E per fare tutto questo devono essere pagati dignitosamente”.

La mobilitazione per difendere il presente e il futuro di chi entra oggi in redazione e di chi ci lavorerà domani ha già portato i primi risultati. Ieri, dopo anni di silenzio, è stato finalmente riconvocato dal governo il tavolo sull’equo compenso: un passo concreto che dimostra come la nostra protesta sia ascoltata. Costante ha poi ribadito che la Fnsi “vigilerà perché ogni collega possa esercitare liberamente il proprio diritto allo sciopero: non accetteremo pressioni, sostituzioni improprie o forzature. Il lavoro giornalistico non si rimpiazza e non si aggira”.

Questo sciopero non è uno sciopero “contro”, ma uno sciopero per: per i giornalisti dei grandi quotidiani e per quelli dei piccoli; per i dipendenti e per i collaboratori, sempre più indispensabili; per un’informazione autorevole, indipendente e forte.

“O ci salviamo insieme, o non si salverà nessuno – ha concluso la segretaria, affiancata dalla nutrita delegazione del Sindacato Giornalisti Veneto –. Il 28 novembre ci fermiamo per garantire un domani alla nostra professione e alla democrazia italiana”.

Perché il nostro lavoro vale, la nostra voce conta, e l’informazione è libertà.

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