In più di 200 a Venezia hanno raccolto l’appello dell’Usigrai e dei Cdr Rai contro la dismissione del patrimonio immobiliare Rai e per la difesa del servizio pubblico radiotelevisivo.
Fin da subito il Sindacato giornalisti Veneto ha aderito all’iniziativa convocando un direttivo straordinario nella stessa giornata, con al mattino la discussione delle tematiche contrattuali e sindacali e al pomeriggio la partecipazione con una folta delegazione, guidata dal vice segretario vicario Diego Neri, all’assemblea pubblica in programma dalla 14.30 in campo San Geremia, proprio davanti alla sede della Rai del Veneto.
«Dismettere il patrimonio immobiliare, tanto più i palazzi di pregio che sono un bene che appartiene a tutta la collettività è preoccupante – ha detto Neri – perché testimonia la volontà non solo di disinvestire, con ricadute anche sull’offerta informativa, ma anche come nel caso di Venezia, spogliarsi di un pezzo di storia e di arte e rinunciare al radicamento territoriale in una città che sta perdendo in particolare le presenze di attività che esulano dai settori attinenti al turismo. Per il Sindacato veneto è inaccettabile e, per questo, abbiamo voluto dare un segnale di sostegno unitario, quella stessa unità che ci deve continuare a muovere nella vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale».
In piazza anche esponenti della società civile, dei sindacati confederali, delle istituzioni, del mondo della cultura e della ricerca.
Insieme a Palazzo Labia, con i preziosi affreschi del Tiepolo, Rai ha messo in vendita diversi altri edifici che sono pezzi di Storia nazionale tra i quali il palazzo di Milano progettata da Gio Ponti, le sedi di Genova e Firenze, il Teatro delle Vittorie a Roma, il Palazzo della Radio e delle Teche di Torino.
Una vendita per trasferire redazioni, strutture, lavoratori in spazi in affitto, senza una logica comprensibile.


