Sgv e coordinamento dei cdr a fianco dei collaboratori, parte più fragile della filiera dell’informazione

In CDR, LAVORO AUTONOMO, vertenze by SGV Redazione

Il Sindacato giornalisti Veneto e il coordinamento regionale dei cdr esprimono vicinanza fattiva ai colleghi collaboratori e assicurano tutto l’impegno necessario a tutelare i loro interessi materiali e morali. Ancor più in questa fase di estrema crisi in cui i giornalisti non dipendenti rischiano di pagare in maniera pesantissima i mancati ricavi a seguito del calo degli introiti pubblicitari e delle vendite delle copie. La strada imboccata dal Messaggero di Roma del Gruppo Caltagirone di tagliare in modo unilaterale e umiliante compensi già esigui dimostra la miopia di editori che non esitano a scaricare anche sulla parte più fragile e più precarizzata della filiera dell’informazione i costi della pandemia. E tutto nella consapevolezza che il lavoro dei freelance è fondamentale per la fattura del giornale, specie ora che, di fronte a organici già ridotti al minimo, c’è un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e sempre meno redattori deputati alla scrittura perché per la maggior parte inchiodati al desk. Sgv e cdr esprimono forte preoccupazione per la tenuta reddituale dei colleghi collaboratori e agiranno in tutte le sedi, di concerto con la Commissione lavoro autonomo nazionale (Clan) della Fnsi che sta cercando di gettare le basi di un coordinamento dei giornalisti non dipendenti dei maggiori gruppi editoriali».

Questo il testo del documento approvato nella riunione di oggi, giovedì 2 luglio, del coordinamento regionale dei cdr organizzata da Sgv. Il tema dei collaboratori e della loro tutela non manca mai di essere dibattuto, ma è emerso con maggior forza per i timori segnalati da più parti che le aziende possano essere tentate di “risparmiare” erodendo corresponsioni da fame. “Lavoratori agili” che da sempre applicano sulla loro pelle lo smart working de noantri: strumenti propri, sempre connessi, senza contratto, usa e getta, superflessibili: il sogno di editori a cui non interessa nulla della qualità dell’informazione e della dignità del lavoro.

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