Cessione in Gedi Digital: il Coordinamento dei cdr del gruppo debutta con lo stato di agitazione

In Sindacale by SGV Redazione

«I Comitati di redazione del gruppo editoriale Gedi – che comprende Repubblica, La Stampa, Secolo XIX, Huffington post, Gedi visual, Il Piccolo, Messaggero Veneto, Sentinella del Canavese, il Mattino di Padova, la Gazzetta di Mantova, la Provincia Pavese, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi – hanno costituito il proprio coordinamento dei cdr, come previsto dall’articolo 34 del contratto nazionale di lavoro giornalistico. Le sempre maggiori sinergie industriali ed editoriali all’interno del gruppo necessitano oggi più che mai di unità di azione e scambio di informazioni tra le diverse redazioni e testate».

È quanto si legge in una nota del Coordinamento dei cdr del Gruppo Gedi che prosegue: «L’improvvisa ed editorialmente incomprensibile cessione da parte dell’editore di due divisioni tecnologiche della società Gedi Digital alla società di consulenza Accenture è un campanello di allarme che le varie testate del gruppo non hanno alcuna intenzione di ignorare. Per questo, nell’annunciare la formazione del coordinamento, si è deciso di proclamare lo stato di agitazione di tutte le testate del Gruppo».

Rivolgendosi poi direttamente ai lettori, i giornalisti dei quotidiani del gruppo Gedi spiegano, in un comunicato pubblicato anche sull’edizione cartacea di giovedì 24 novembre 2022, «perché, da oggi, tutte le rappresentanze sindacali dei giornalisti sono entrate in stato d’agitazione. Ieri – si legge – abbiamo appreso che il gruppo, senza alcun preavviso, ha ceduto due rami d’azienda, Operations Multimediali e Demand&Delivery, al colosso Accenture. Si tratta di 65 persone che, dal 1° gennaio, passeranno a un’altra azienda e con un altro contratto di lavoro».

Un annuncio che «ci preoccupa umanamente per le modalità brutali con le quali è stato comunicato e professionalmente per le ricadute. I due rami d’azienda – prosegue il neonato Coordinamento dei Cdr – fanno infatti parte di GediDigital, il motore digitale del gruppo su cui, negli ultimi anni, l’azienda ha investito molto in termini di denaro, personale e professionalità. Colleghi che si occupano della parte tecnologicamente più avanzata dei nostri contenuti (video, audio, podcast, grafici interattivi) e della manutenzione di hardware e software che ci permettono di fare il nostro lavoro e di informarvi ogni giorno. La decisione di esternalizzare questo comparto strategico è per noi illogica, incomprensibile, grave».

Per questo, «nell’esprimere piena solidarietà ai colleghi, abbiamo chiesto un incontro all’azienda da tenersi entro 15 giorni perché spieghi le ragioni di questa scelta e illustri il piano industriale e le strategie del gruppo, mai chiariti in tutti questi anni. Il coordinamento – concludono i rappresentanti sindacali – si riserva di adottare ogni forma di lotta per ottenere finalmente chiarezza e tutela di tutti i lavoratori, garanzie fondamentali per assicurarvi un’informazione corretta e di qualità».

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