Sgv e cdr, direttivo a Torino il 1. aprile: «Dopo lo sciopero, in piazza per la dignità»

In Sindacale by SGV Redazione

Dignità! Il lavoro giornalistico vale e va riconosciuto con il rinnovo del contratto collettivo e con l’attuazione dell’equo compenso per gli autonomi. Consiglio direttivo e conferenza dei cdr regionali del Sindacato Veneto convocati in via eccezionale a Torino, mercoledì 1. aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo rinnovo contrattuale con la Fieg.

Una delegazione veneta quindi parteciperà alla manifestazione nazionale indetta dalla  Federazione nazionale della Stampa Italiana a partire dalle 11 in piazza Castello.

Un appuntamento che segue la seconda giornata di sciopero, quella dello scorso 27 marzo, che ha visto la nostra regione aderire in maniera compatta e convinta, grazie all’adesione della stragrande maggioranza delle giornaliste e dei giornalisti delle testate cartacee e tv che applicano il contratto Fnsi-Fieg, ottenendo anche la piena solidarietà delle colleghi e dei colleghi delle tv private regolati dall’Aeranti-Corallo. Grazie! Tutte e tutti abbiamo compreso che in gioco c’è il futuro nostro, della professione e dell’informazione stessa.

Torino non è un piazza scelta a caso. Saremo lì per esprimere la vicinanza e il sostegno del sindacato alle redazioni coinvolte nelle tante vertenze in atto nel mondo dell’editoria, a partire da quella de La Stampa.

«Proprio in Piemonte – si legge in una nota dell’Assostampa Subalpina-  facciamo i conti con la crisi dell’emittenza radiotelevisiva locale, con l’uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall’editoria italiana attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo Gedi, mentre il gruppo Citynews (che edita anche TorinoToday) sta operando tagli di compensi e posti di lavoro e la Rai intende vendere il Palazzo della Radio di via Verdi, dove è nata la radiofonia nazionale», spiega il sindacato regionale. In questa “tempesta perfetta”  continuiamo a navigare, a fare informazione, a non perdere di vista l’orizzonte, a pretendere e difendere la nostra dignità. Ma servono unità e solidarietà. Di tutti, dei giornalisti, degli amministratori, della società civile, perché di tutti è l’informazione».

Mentre i salari dei lavoratori dipendenti  sono fermi da 10 anni, erosi da oltre il 20% di inflazione, falcidiati dagli ammortizzatori sociali, resta ancora senza attuazione la legge per l’equo compenso ai lavoratori autonomi. Intanto le redazioni sono state svuotate a colpi di prepensionamenti, la professione è diventata sempre più precaria, l’intelligenza artificiale ha fatto irruzione nel lavoro giornalistico e rischia di incidere fortemente sui livelli occupazionali. Eppure, gli editori della Fieg si rifiutano di corrispondere compensi dignitosi e di normare la rivoluzione tecnologica in atto per garantire che l’IA sia uno strumento nelle mani dei professionisti dell’informazione e non si trasformi invece nel colpo di grazia al lavoro dei giornalisti.

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