In occasione del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, anche il sindacato dei giornalisti sarà presente a Marghera accanto a CGIL, CISL e UIL, condividendo una mobilitazione che unisce tutte le categorie nel nome del lavoro, dei diritti e della dignità.
La manifestazione nazionale, promossa dalle tre confederazioni, si terrà a Porto Marghera con partenza alle 10 da piazza Mercato e vedrà al centro lavoratrici, lavoratori e pensionati, con gli interventi conclusivi dei segretari nazionali Pierpaolo Bombardieri, Daniela Fumarola e Maurizio Landini.
Per i sindacati veneziani si tratta di un appuntamento «di grande orgoglio e di enorme responsabilità», che da un luogo simbolo della storia industriale italiana vuole rilanciare un messaggio chiaro: il lavoro deve tornare a essere dignitoso, stabile, sicuro e di qualità. Una mobilitazione contro il dumping contrattuale, le paghe insufficienti, la precarietà e un modello economico che troppo spesso scarica sui lavoratori il peso delle crisi.
In questo contesto, la presenza del sindacato dei giornalisti assume un significato particolare. Anche il lavoro giornalistico, infatti, è attraversato da una trasformazione profonda. Così come Porto Marghera rappresenta il simbolo di un cambiamento epocale nella produzione industriale, oggi i giornalisti sono testimoni e protagonisti di una transizione altrettanto radicale: nuove tecnologie, intelligenza artificiale e mutamenti del mercato stanno ridefinendo tempi, modalità e qualità della professione.
Per questo, anche per i giornalisti sarà un Primo Maggio di mobilitazione e di attesa. Da oltre dieci anni, infatti, il contratto nazionale di lavoro è fermo, senza rinnovo, con un progressivo impoverimento delle condizioni economiche e professionali della categoria. Una situazione che accomuna il mondo dell’informazione a quello di tanti altri lavoratori, oggi chiamati a difendere diritti conquistati e a rivendicarne di nuovi.
Porto Marghera, in questa prospettiva, resta un luogo simbolico anche per il futuro: un grande polo di riconversione industriale che può e deve diventare laboratorio di innovazione, sostenibilità e buona occupazione. Ma questo richiede scelte coraggiose, investimenti, una regia pubblica autorevole e progetti di lungo periodo.
Il Primo Maggio a Marghera non sarà dunque solo una celebrazione, ma una giornata di lotta e di proposta. E anche i giornalisti, al fianco di tutte le lavoratrici e i lavoratori, sono invitati a scendere in piazza per ribadire che senza diritti, senza tutele e senza un lavoro dignitoso non può esserci né sviluppo né democrazia.


