«Uniti nella difesa dell’informazione libera e pagata dignitosamente»

In Sindacale by SGV Redazione

È stato il vice segretario Massimo Zennaro, dopo aver portato i saluti della segretaria regionale Monica Andolfatto colpita da una grave forma influenzale, a  rappresentare il Sindacato giornalisti Veneto, oggi 22 dicembre alla tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dalla Regione del Veneto, alla presenza del presidente Luca Zaia, degli assessori, dei consiglieri regionali, dei direttori e delle colleghe e dei colleghi degli organi di informazione.

Zennaro, nel sottolineare quanto l’anno appena trascorso sia stato difficile e complesso per l’informazione, ha ripreso  quanto detto dal presidente dell’Ordine, Giuliano Gargano, in merito all’ennesimo tentativo di varare una nuova legge per limitare il diritto di cronaca con la proibizione di pubblicazione “integrale o per estratto” del testo dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti fino all’udienza preliminare.
Un brutto segnale, un ulteriore segnale di insofferenza di una parte del mondo politico nei confronti del mondo dell’informazione, nei confronti della libertà dei cittadini di venire informati.
Stiamo andando verso lo sciopero generale del settore su un tema che secondo noi dovrebbe coinvolgere tutta la categoria a partire dai direttori delle testate, e in generale i cittadini, e per questo chiediamo la vicinanza anche della Regione Veneto.

Per quanto riguarda l’informazione nella nostra regione c’è da sottolineare come siamo in piena trasformazione. Il servizio pubblico da poco ha cambiato guida, un servizio pubblico che dal prossimo anno subirà una riduzione delle entrate che potrebbe mettere a rischio proprio la tenuta delle sedi regionali.
Riduzione delle risorse che arrivano dal canone e dalla bolletta della luce che potrebbe, almeno potenzialmente, ridurre anche il fondo per l’editoria locale, anche se finora questo rischio non pare concretizzarsi.
E poi il mondo dei giornali che sta davvero cambiando il panorama con l’acquisizione delle testate del gruppo Gedi da parte di un gruppo di imprenditori veneti e friulani riuniti attorno a Nem. E che in questi giorni ha annunciato uno stato di crisi che poterà porterà all’uscita di poco meno di un terzo dei giornalisti attualmente impiegato nelle sei testate, quattro  venete e due del Friuli Venezia Giulia. Situazione che come Sindacato giornalisti, assieme all’Ordine e soprattutto ai cdr delle testate, stiamo attentamente monitorando.
A Verona e Vicenza, al gruppo Athesis, altro importante gruppo editoriale del’area più a ovest della regione, abbiamo da qualche giorno in piedi una dura vertenza con l’azienda sulle retribuzioni della parte più debole della categoria, i collaboratori. Una protesta contro i bassi redditi, erosi in questi ultimi due anni anche da una inflazione che fatica a scendere sotto la doppia cifra, e che ha abbassato ancora di più le retribuzioni reali.
I colleghi, quasi tutti con contratti di lavoro parasubordinato o a partita iva e da noi rappresentati , hanno dichiarato una decina di giorni di astensione dal lavoro in questo periodo per chiedere l’aumento del valore monetario delle loro corrispondenze.
Ed è anche per noi singolare che una vertenza di questo tipo nasca proprio a Athesis dove, lo dico senza alcun timore, i rapporti sindacali anche con questa categoria di colleghi che la federazione degli editori fatica a riconoscere, sono stati sempre molto corretti e hanno portato negli anni passati ad accordi molto avanzati sotto il punto di vista delle tutele non solo economiche.
Siamo in trattativa per tentare di trovare una soluzione soddisfacente per lavoratori e azienda, trovando l’appoggio pieno delle redazioni dei due giornali che hanno proclamato lo stato di agitazione e affidato al cdr un pacchetto di tre giorni di sciopero.

Quello che è certo e che come sindacato esporteremo questa vertenza anche a tutte le altre testate venete. Le retribuzioni dei colleghi sono troppo basse in generale, in tutti i giornali veneti.
Noi è più possibile che ci siano così tanti colleghi che forniscono alla fine parte consistente della copertura dei giornali e del territorio che a fine mese faticano a portare a casa 1000 euro. 1000 euro.
L’informazione di qualità ha un prezzo, e va pagato. L’informazione di qualità va difesa perché una regione policentrica come la nostra ha bisogno di informazione che arrivi da tutto il territorio. La rete di chi trova le notizie nei singoli comuni, nel singolo paese è quel di più che i giornali possono dare e questo tipo di informazione, che poi è anche quella che fa vendere i giornali va pagata dignitosamente.
Forse mi sono lasciato prendere perchè sono temi che mi appassionano, ma ritengo, signor Presidente, che siano temi che devono appassionare tutti perchè senza una informazione libera e di qualità, senza una informazione che riesca a portare la luce anche nelle situazioni più difficili, nel più piccolo paese, nella situazione più nascosta vengono limitati i diritti dei cittadini.
Come Sindacato giornalisti riteniamo che il Veneto debba avere, continuare ad avere, ancora di più una informazione di qualità e approfondita, che possa dare prima all’interno, prima tra di noi, e poi anche all’esterno, fuori regione, una immagine veritiera di quello che siamo, con tutti i nostri pregi e i nostri difetti.
Tutto questo parte, inizia, da retribuzioni dignitose.

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