Parametri per i compensi ai giornalisti, al via il tavolo al Ministero. Motta: «Primo passo nella direzione giusta»

In Clan lavoro autonomo, Fnsi, Refusi, Sindacato Giornalisti, Veneto by SGV Redazione

«Oggi è stato compiuto un primo passo nella direzione giusta. La definizione delle tabelle per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti non dipendenti rappresenterebbe un parametro tangibile della libertà d’informazione rispetto a quel mondo, ormai largamente maggioritario, di professionisti dell’informazione con contratti precari o freelance. Le condizioni di lavoro di numerosi giornalisti precari oggi fanno spesso rima con abusi e sfruttamento, colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dei giornalisti è fondamentale». Lo afferma Mattia Motta, segretario generale aggiunto e presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione nazionale della Stampa italiana, a margine della riunione del tavolo tecnico convocato dal ministro della Giustizia al quale ha partecipato con il vicedirettore della Fnsi, Tommaso Daquanno, alla presenza del sottosegretario Jacopo Morrone e del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

Un passaggio che viene accolto con positività anche dal Sindacato giornalisti del Veneto (Sgv). «Un ulteriore passo nella giusta direzione – osserva la segretaria Monica Andolfatto – che prosegue un percorso avviato ormai da anni a livello territoriale e federale. La base di confronto è la proposta costruita dalla Commissione lavoro autonomo nazionale (Clan) della Fnsi, alla quale ha contribuito fattivamente anche Sgv, attraverso il proprio rappresentante Nicola Chiarini. L’impegno è a proseguire uniti con tenacia fino alla conquista del traguardo».

Elementi su cui ha posto l’accento anche Motta. «Abbiamo sottoposto al Ministero una proposta che è il frutto di un lungo e articolato lavoro della Clan-Fnsi, fatto proprio dal Congresso della Stampa italiana, sulla quale si è registrata oggi la convergenza dell’Ordine dei giornalisti. Come abbiamo ricordato al Ministero – aggiunge il presidente Clan – quello che poniamo non è un problema ‘corporativo’, ma un tema che ha a che fare con il diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati da giornalisti liberi e indipendenti. Finché ci saranno giornalisti pagati 3 euro ad articolo e senza diritti, la qualità della democrazia nel nostro Paese è posta su un pericoloso piano inclinato».

Durante l’incontro il ministero della Giustizia si è impegnato, attraverso i propri uffici, a colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dei giornalisti. Il tavolo tecnico è stato aggiornato a settembre quando il Ministero presenterà la proposta di modifica legislativa. «La libertà d’informazione si garantisce e si riconosce, prima di tutto, garantendo la dignità professionale ai giornalisti. Un cronista che viene pagato anche solo 3 euro per ogni articolo, non potrà mai essere libero, caratteristica fondante della professione per poter dare ai cittadini un piena e corretta informazione che è la base di ogni democrazia», è il commento del ministro Alfonso Bonafede.