Cessione Gedi Nordest, i cdr hanno chiesto un incontro a Marchi. Il direttivo Sgv: «Un passaggio epocale i cui costi non devono ricadere sui giornalisti»

In Sindacale by SGV Redazione

Il direttivo del Sindacato giornalisti Veneto, riunitosi a Venezia giovedì 30 marzo, alla luce dell’avvio della trattativa di cessione delle testate Gedi del Nordest a una newco di imprenditori locali guidata dalla banca Finint di Enrico Marchi, auspica che questo passaggio epocale di proprietà non ricada in termini di costi solo sui giornalisti, già chiamati a pesanti sacrifici per rispondere alla crisi perdurante del settore dell’editoria.

I rappresentanti dei cdr de il Mattino di Padova, de la Tribuna di Treviso, de la Nuova di Venezia e de il Corriere delle Alpi, di Nordest Economia, de il Messaggero Veneto e de il Piccolo di Trieste hanno formalizzato una richiesta di incontro al patron di Save sulla scia delle comunicazioni ufficiali del Gruppo Gedi e del gruppo Finint e delle dichiarazioni apparse sulla stampa specializzata in merito al futuro delle testate del Nordest.

Il direttivo Sgv condivide con i cdr, in questo momento di transizione, la necessità di avere informazioni chiare e trasparenti sulla situazione in essere durante e dopo la vendita, con particolare attenzione alle garanzie di tenuta occupazionale dei giornalisti dipendenti e collaboratori e dei tipografi, e alla tutela delle professionalità e dell’identità editoriale e territoriale delle singole testate.

Il direttivo Sgv sottolinea come tale cessione dei quattro quotidiani – presenti nella regione da circa mezzo secolo, abbia e avrà riflessi sull’intero sistema dell’informazione locale, la quale dovrà essere preservata nel suo essere espressione pluralistica delle comunità cui dà voce e presidio di partecipazione civile e democratica.

Il direttivo Sgv, infine, ribadisce l’importanza di instaurare un dialogo costruttivo fra le parti, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità, nella consapevolezza che l’informazione di qualità va di pari passo con condizioni di lavoro dignitose, rispetto delle regole e valorizzazione dei giornalisti, come più volte richiamato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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