Siglata l’alleanza fra l’Università di Padova e la Fnsi: firmato oggi il protocollo contro disinformazione e fake news

In Fnsi, Sindacato Giornalisti by SGV Redazione

L’alleanza fra l’Università di Padova, la seconda più antica d’Italia, e la Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, da oggi è realtà.

Il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto e il Segretario generale Raffaele Lorusso hanno firmato, nella storica sede del Bo, il protocollo che di fatto dà avvio all’impegno condiviso di mettere in pratica un percorso formativo multidisciplinare per contrastare la disinformazione e le fake news. Come? Fornendo strumenti pratici a giornalisti e studenti, quindi ai cittadini, per costruire un pensiero critico che è la base sia per un buon giornalismo che per una cittadinanza consapevole, la quale può e deve pretendere di essere informata correttamente.

“Siamo l’università della libertà, assunto declinato anche nel nostro motto Universis Patavina Libertas – ha detto il prof. Rizzuto – e per questo tesa sempre più ad aprirsi alla società in un’ottica di sostenibilità soprattutto culturale e di inclusione sociale per garantire a tutti il diritto allo studio, all’istruzione e di conseguenza all’informazione sancito dalla Costituzione. La stampa si prende il medesimo impegno e questo non può che farci piacere. La condivisione dei temi è sempre una crescita. Perché come ricordo sempre l’università deve essere ambiziosa ma non presuntuosa”.

Parole sposate appieno anche da Lorusso, che ha ringraziato il Sindacato giornalisti Veneto per avere aperto la strada che ha condotto a questo accordo pilota in Italia e la stessa Università per la disponibilità da subito dimostrata.

“Il laboratorio contro le fake news sarà strumento per arginare la deriva imposta dalla falsa credenza che l’iperconnettività possa fare a meno delle competenze, quelle del giornalista, quelle del medico, quelle del docente, quelle dell’avvocato. Così si distrugge – ha sottolineato ancora Lorusso – il contesto democratico e la società solidale. L’uso distorto degli algoritmi che crea comunità chiuse e che crescono in un contesto autoreferenziale spesso su e con notizie false, alimenta il pregiudizio, l’odio, il rifiuto del confronto con chi la pensa in maniera diversa da te. Per questo è fondamentale insegnare a giornalisti e cittadini i meccanismi con cui le fake news si producono, si diffondono, attecchiscono. Riportare al centro l’articolo 21 della Costituzione non è solo tutelare la libertà di espressione ma anche dare seguito agli articoli 2 e 3 della stessa Carta: i diritti individuali e la pari dignità sociale”.

La professoressa Laura Nota, delegata del Rettore in materia di inclusione e disabilità, che si è spesa fin da subito per dare concretezza al progetto, ha ribadito l’importanza e la responsabilità di formare una coscienza critica: “Con questo protocollo, frutto del lavoro di molte persone, dentro e fuori l’Ateneo, si leva una nuova voce che coniuga la conoscenza scientifica e quella esperenziale. Le azioni formative che verranno proposte saranno diverse, dal corso di Alta formazione con laboratori multidisciplinari, ai seminari”.

“Questo è solo l’inizio, abbiamo raccolto la sfida ambiziosa, ora inizia la parte più difficile e anche più avvincente che sta nel coinvolgere gli attori principali cui ci rivolgiamo, appunto i giornalisti, ma anche i docenti che mettono a confronto le rispettive competenze-esperienze per una ricaduta concreta nella pratica quotidiana” ha concluso Monica Andolfatto, segretaria regionale di Sgv, che ha ricordato il contributo prezioso e sostanziale dato dai colleghi Enrico Ferri, Roberto Reale, Massimo Zennaro, con il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti.

 

Contrastare la disinformazione, storico accordo tra Unipd e Sindacato dei giornalisti

Un percorso di formazione interdisciplinare per contrastare la diffusione di fake news, discorso d’odio, disinformazione e promuovere un approccio critico e consapevole, forgiando strumenti da mettere a disposizione dei cittadini perché possano tutelarsi da chi deliberatamente avvelena i pozzi dell’informazione e della democrazia. Nasce con questi obiettivi l’inedito protocollo d’intesa tra l’Università degli studi di Padova e la Federazione nazionale delle stampa italiana (Fnsi), il sindacato unitario dei giornalisti, che verrà siglato alle 12 di giovedì 3 ottobre al Bo, sede storica dell’Ateneo patavino, nella Sala da Pranzo del palazzo.

L’accordo, che non ha precedenti in Italia, segna un passo avanti nel contrasto scientifico delle informazioni false, ma talvolta apparentemente verosimili, che contribuiscono ad alimentare esclusione, razzismo, sopraffazione dei più deboli. Obiettivi in contrasto con le regole fondamentali della Costituzione che, antifascista e antirazzista, è la base per lo sviluppo di una democrazia del lavoro, fonte prima dei diritti sociali e civili su cui si fonda una società in cui inclusione e responsabilità siano pilastri.

L’intesa sarà sottoscritta dal rettore Rosario Rizzuto e dalla professoressa Laura Nota (delegata dal rettore in materia di inclusione e disabilità) con Raffaele Lorusso e Monica Andolfatto, rispettivamente segretario generale della Fnsi e segretaria del Sindacato giornalisti Veneto (Sgv).

“Al rettore Rizzuto e alla professoressa Nota vanno i ringraziamenti più sinceri per avere condiviso un percorso inedito – osserva Andolfatto – così come al presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, e a colleghi come Enrico Ferri, Roberto Reale, Massimo Zennaro che hanno lavorato con impegno e determinazione per avviare il percorso. Il rispetto della verità sostanziale dei fatti, fondamento irrinunciabile per un libero dibattito nel Paese, è una priorità che riguarda tutta la comunità, non solo i lavoratori dell’informazione. L’incontro di competenze e l’applicazione di criteri scientifici avrà di certo effetti positivi”.

Approcci e obiettivi su cui pone con forza l’accento lo stesso Ateneo. “L’Università di Padova – si legge in una nota – ha scelto di agire e incoraggiare lo sviluppo di contesti inclusivi e sostenibili, valorizzando l’eterogeneità e i punti di forza di ogni persona, tramite investimenti nella ricerca, nella formazione, nella terza missione, mettendo a disposizione risorse e supporti diversificati, così che sia possibile promuovere vite e futuri di qualità per tutti e tutte”.

2 ottobre 2019